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![[Foto: Maia durante il suo primo giorno in casa Diodati, mentre si rilassa fumando una sigarettina]](img/maia_picc.jpg)
![[Foto: Maia e Smilla dormono insieme sul divano. Hanno finalmente fatto amicizia!]](img/maiasmilla_p.jpg)
![[Foto: Smilla e Bambi insieme, ad agosto 2002 a Matrice]](img/bambismilla_p.jpg)
![[Foto: Mio suocero subisce l'assalto di Emi e dei suoi tre cuccioli]](img/invasione_p.jpg)
![[Foto: Emi, la bastardina mamma di Maia. Somiglianza zero!]](img/emi_picc.jpg)
![[Foto: Jenny, la notte di capodanno, mentre aspetta in cucina che qualcuno lasci cadere inavvertitamente delle lasagne...]](img/jenny_p.jpg)
![[Foto: L'OM, steso a panza all'aria, cerca di digerire l'ennesimo ettolitro di latte]](img/lom_p.jpg)
![[Foto: L'OM, gigantesco in primo piano, e la sorellina compressa sullo sfondo]](img/lom2_p.jpg)
Il destino continua a riservarmi figli quadrupedi invece che bipedi. Dal 4 novembre 2002 la nostra casa è allietata infatti dalla presenza di un piccolo terremoto a quattro zampe che abbiamo chiamato Maia. Il nome non tragga in inganno: non è stato scelto come reminiscenza di antiche civiltà precolombiane. Maia va considerato piuttosto come il diminutivo di "maialino", vista la quantità di bisognini che dissemina per la casa. Pazienza! In effetti la piccola ha appena due mesi, essendo nata il 15 settembre. Avrà tempo - mi auguro - per acquisire migliori abitudini. Potete ammirarla in tutto il suo splendore nella foto qui a sinistra.
La cosa incredibile è che Maia ha tutte le caratteristiche di un piccolo Husky, mentre la madre è una bastardina - simpatica ma non proprio bellissima - che non somiglia minimamente alla figlia. Non ci credete? Ecco qui a destra la foto di Emi, la mamma di Maia. Questa cagnolina ha dato alla luce anche altri due splendidi cuccioli, di manto più scuro. Anche loro, manco a dirlo, Husky a tutti gli effetti... Misteri della genetica canina!
Da dove vengono tutti questi cani? Presto detto: vengono dal Molise. Sono cani terremotati. La famiglia di mia moglie è originaria infatti di Matrice, un paesino a pochi chilometri da Campobasso. Nei giorni del recente terremoto, i miei suoceri si trovavano appunto a Matrice, dove hanno vissuto in prima persona la brutta avventura del terremoto. Nel ritornare a Roma, hanno deciso di portare con loro dei cani randagi, mamme e figli, che altrimenti avrebbero fatto una brutta fine, perché con l'avvicinarsi dell'inverno non avrebbero avuto possibilità di trovare cibo e riparo.
Così sono arrivati a Roma con Emi e i suoi tre cuccioli e con Bambi, un'altra cagna con due cuccioli appena sfornati. Ed eccoci improvvisamente con nove cani suddivisi tra due famiglie! Ai sette appena citati (due mamme e cinque cuccioli) si aggiungono infatti Jenny, cane di famiglia dei miei suoceri (una bastardina di tredici anni pesante ormai quasi quanto me), e Smilla, la piccola peste nera adottata da me e mia moglie nel '99. Un bell'impegno davvero. Fortunatamente abbiamo già affidato due dei cuccioli di Emi ad un parente, sicuri che li avrebbe trattati benissimo. Perciò ci restano ora solo sette piccoli cani!
La storia di Bambi è tristissima. È una bastardina di dieci mesi circa a cui purtroppo delle persone che non amano i cani hanno avvelenato prima la madre e poi il fratello, entrambi morti tra dolori atroci in sua presenza senza che nessuno potesse fare nulla. Come se non bastasse, dei bambini - dei quali il minimo che si possa dire è che sono poco intelligenti - hanno tentato di strangolarla con una corda. Così il cane è rimasto terribilmente traumatizzato ed è stata un'impresa biblica riuscire ad abituarla al guinzaglio, indispensabile per portarla a Roma. Adesso, grazie all'amore di mia suocera e nostro, Bambi si sta lentamente riprendendo ed allatta con successo i due cuccioli che ha partorito una quindicina di giorni fa.
Non si sa che tipo di cane sia il padre dei due cuccioli. A giudicare dall'aspetto del maschio, il più grande dei due, il padre dovrebbe essere una foca o un leone marino. Questo cucciolo infatti sta crescendo a dismisura e presenta una "panza" gigantesca su quattro zampette da topo che fanno impressione. Le foto sulla destra, scattate qualche giorno fa, non gli rendono giustizia: infatti è cresciuto già del doppio, surclassando in dimensioni la sorellina. Molto giustamente è stato battezzato da mia suocera "L'OM", ovvero "l'uomo", "il maschio" in dialetto molisano. Ormai lo chiamiamo tutti "L'OM" e chiunque vorrà adottarlo è pregato di continuare a chiamarlo così. Per la femmina, invece, non abbiamo ancora trovato un nome che le calzi a pennello, per cui chi vorrà adottarla avrà anche il privilegio di decidere come chiamarla. Come sarà ormai chiaro per tutti, stiamo cercando una famiglia per bene a cui affidare questi due cuccioli, non appena la mamma li avrà svezzati. Chi fosse interessato può contattarmi fin da ora all'indirizzo di posta elettronica riportato a fondo pagina.
Sbrigatevi però a contattarmi: L'OM succhia latte ininterrottamente e continua a gonfiarsi di ora in ora. Temiamo seriamente che possa esplodere da un momento all'altro!
Roma, 15 novembre 2002
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Ultima modifica: 15/7/2004 ore 14:10