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02 Reversibilità e ibernazione

Pensiamo ora ad un tipico file grafico, ad esempio una fotografia a colori salvata in modalità RGB. Senza addentrarci in discorsi complessi sulla codifica del colore, diremo che questa modalità richiede l'uso di tre byte per memorizzare le informazioni di colore e luminosità relative a ciascun punto – o pixel – dell'immagine. Per sapere, quindi, quanto spazio occupa su disco questo file grafico, ci basta moltiplicare per tre il numero complessivo di punti da cui è costituita l'immagine. Questo numero si ottiene, a sua volta, moltiplicando il numero delle colonne per il numero delle righe che compongono il rettangolo occupato dall'immagine.

Data allora una foto di 1024 pixel orizzontali per 768 verticali, lo spazio che essa occupa come file su disco è di 1024 x 768 x 3 = 2.359.296 byte, il che equivale a 2.304 Kilobyte o, ancora, a 2,25 Megabyte. E' importante precisare che tale cifra rappresenta lo spazio occupato dal file grafico in forma non compressa.

Un qualsiasi programma per la visualizzazione di immagini a monitor avrà bisogno di tutti quei byte per poter generare sullo schermo del computer una foto uguale all'originale memorizzato su disco. E non solo i byte dovranno esserci tutti, ma dovranno anche risultare disposti nella stessa esatta sequenza in cui sono stati la prima volta archiviati.

Ma se è compito specifico di un algoritmo di compressione trasformare la sequenza di byte che costituisce un file in una differente sequenza più breve, è evidente che la sequenza di byte che compone un file grafico compresso non sarà utilizzabile per generare l'immagine contenuta nel file originale.

Ciò ci porta a definire una caratteristica fondamentale di qualsiasi formato di compressione passibile di applicazioni pratiche: la reversibilità della compressione. In genere, se un programma ha la capacità di salvare un file in un formato compresso, è anche in grado di leggere i file che sono stati compressi con quel particolare formato, ripristinando l'informazione in essi contenuta, cioè decomprimendoli.

Senza reversibilità, anche il migliore degli algoritmi di compressione è inutile, come lo è farsi ibernare oggi da vivi, non sapendo se un domani si potrà essere scongelati e riportati ad una vita normale.

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*Ultima modifica: 15/7/2004 ore 14:18