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03 Fedeltà assoluta e fedeltà relativa

In virtù di quanto detto sopra, la principale differenza che possiamo stabilire tra i formati di compressione delle immagini grafiche è data dalla misura della loro reversibilità. Un formato che è in grado di restituire, al termine della decompressione, un'immagine esattamente uguale – pixel per pixel – all'originale com'era prima che venisse compresso, viene normalmente definito con l'impronunciabile termine inglese lossless. In italiano potremmo tradurre con senza perdita oppure con non distruttivo. Viceversa, un formato di compressione che non può assicurare una reversibilità assoluta, viene definito in inglese lossy, ovvero, in italiano, con perdita o anche distruttivo. La cosa che si perde o non si perde è la fedeltà all'originale dell'immagine ripristinata.

I grafici e gli impaginatori di professione devono conoscere perfettamente le caratteristiche dei formati di compressione che adoperano, se vogliono ottenere il meglio dalle manipolazioni che effettuano sui file. Sarebbe infatti un grave errore salvare e risalvare un file in un formato lossy come il JPG, per poi utilizzarlo alla fine in un formato "senza perdita" come il TIF. E' invece corretto fare il contrario, ovvero salvare quante volte si vuole un lavoro in corso d'opera in un formato non distruttivo, per poi salvarlo solo alla fine, se necessario, in un formato distruttivo. La regola (e la logica) vuole, insomma, che l'archiviazione in un formato lossy sia sempre l'anello conclusivo della catena di trasformazioni a cui è sottoposto un file.

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*Ultima modifica: 15/7/2004 ore 14:18