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02 Come ci sia solo un passo tra le Laude di Iacopone da Todi ed un esaurimento nervoso

D'accordo, ci rinuncio. Reimposto il 1024 x 768 di prima, riavvio il programma di consultazione del CD e mi accingo a vedere se almeno esiste qualche meccanismo per ingrandire i testi all'interno del "francobollo". Carico una delle tante schede disponibili - per la cronaca quella sulle Laude di Iacopone da Todi - e mi accorgo immediatamente che il testo è troppo piccolo per i miei occhi miopi e astigmatici, che neppure gli occhiali perennemente inforcati possono miracolare. Ho assolutamente bisogno di ingrandire lo scritto, se voglio leggere senza stancare troppo la vista. Ma ho un bel cercare: nessuna voce di menu appropriata, nessuna lente d'ingrandimento su cui cliccare, niente di niente nelle schermate d'aiuto, nessun menu contestuale da far comparire con la pressione del tasto destro del mouse! Per di più la scheda da leggere, che occupa solo una porzione del "francobollo" al centro della cornice nera, è posta su uno sfondo piuttosto scuro che abbassa fortemente il contrasto. A peggiorare, se possibile, le cose, c'è anche l'immagine di un dipinto messo in trasparenza sotto il testo, sulla destra, che confonde ancora di più la visione. Un incubo, insomma, per chi è interessato semplicemente alla lettura e neppure con gli occhiali riesce ad ottenere il dono di una vista da aquila!

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Figura 2 - Il testo delle schede su opere e autori è posto su uno sfondo scuro, ulteriormente disturbato da immagini in trasparenza sulla destra. Poiché i caratteri non sono ridimensionabili, la leggibilità su schermi a medie ed alte risoluzioni è davvero pessima

Che fare, penso? Mi incuriosisce leggere la scheda sull'opera di Iacopone, ma non mi va di procurarmi un mal di testa per lo sforzo di accomodamento della vista. Provo a vedere, allora, se è possibile copiare il testo della scheda ed incollarlo in un normale programma di videoscrittura, grazie al quale potrò vederlo a tutto schermo, ingrandirlo a piacimento e leggerlo contro uno sfondo bianco nitido e pulito. Bella idea, eh? Ma che illuso sono, però! Cerco inutilmente un pulsante copia nascosto in qualche angolo di un sottomenu, poi provo a selezionare il testo trascinando il mouse dall'alto in basso, quindi a schiacciare in successione CTRL, ALT e SHIFT mentre trascino, ed ancora a premere il tasto sinistro del mouse e subito dopo quello destro sempre trascinando, provo infine a schiacciare tutti e due i pulsanti contemporanemente e a premere uno dopo l'altro i dodici tasti funzione sulla tastiera. Niente, maledizione: il comando incolla nel programma di scrittura rimane desolatamente disattivo!

E va bene, ancora una volta pazienza! Vuol dire che non leggerò le schede biografiche sugli autori né la presentazione delle opere. Però il CD di Einaudi contiene per fortuna il testo integrale in formato PDF di molti scritti duecenteschi e, tra questi, anche quello delle Laude di Iacopone, per le quali ora mi è presa la fissa. Non che ami particolarmente il formato PDF, orientato alla stampa più che alla consultazione a video, ma, se non altro, potrò ridimensionare la finestra di Acrobat Reader a tutto schermo, ingrandire il testo e leggerlo comodamente contro un nitido sfondo bianco. Attivo dunque, dall'interno dell'applicazione di consultazione del CD, il pulsante che apre il testo integrale delle Laude di Iacopone in Acrobat Reader. Il "francobollo" centrale diventa bianco e non succede nulla per vari secondi. La cosa mi sembra strana, perché di solito Acrobat si carica rapidamente, inoltre il computer è piuttosto recente ed ha prestazioni più che accettabili. Mah... chissà cosa è successo? Nell'attesa che compaia l'opera di Iacopone vado a prepararmi un caffè...

Ritorno alla scrivania con la mia tazzina di caffè fumante e il "francobollo" centrale appare ancora tristemente vuoto. Non so cosa fare, perché l'applicazione Einaudi ha "occupato" il computer e non vedendo più scrivania, icone e barra di Windows, l'unico messaggio che ricevo è un pallido lampeggiare, di tanto in tanto, della spia di funzionamento del disco fisso. Dopo essere rimasto per un altro po' a fissare l'ipnotico riquadro bianco con la cornice nera, in uno stato psicologico simile allo stupore catatonico nonostante il caffè, ecco che un lampo di genio mi attraversa la mente. Premo contemporaneamente i tasti ALT e TAB: questa combinazione - come sa qualsiasi utente di Windows appena un po' smaliziato - mi consente di attivare in sequenza le applicazioni attualmente in esecuzione (non lo avevo fatto finora, perché sapevo che non c'era altro in esecuzione se non il CD della Letteratura italiana). Così facendo scopro invece che è presente - nascosta dal cornicione nero dell'applicazione di consultazione del CD - una finestra di avviso di Acrobat Reader.

La finestra dice che si è verificato un problema software, a causa del quale Acrobat non potrà essere avviato dall'interno di una istanza del browser, browser che tra l'altro - in questo momento - né io né il mio angelo custode stiamo utilizzando. Misteri di Windows... Molto gentilmente Acrobat mi chiede anche se voglio che corregga l'errore al posto mio. Naturalmente gli rispondo di sì, ché non saprei su due piedi cosa fare per risolvere il problema da me, se non forse vendere il computer su una bancarella di Porta Portese. Premo il pulsante OK e finalmente la finestra di Acrobat, con l'opera di Iacopone caricata, va ad occupare il "francobollo" centrale, al posto dell'illeggibile scheda di presentazione che non ero riuscito a copiare.

Alcuni campanelli d'allarme cominciano nel frattempo a risuonare nella mia testa: esaminando la barra degli strumenti di Acrobat Reader non vedo, infatti, nessun pulsante per ridimensionare la finestra a tutto schermo. Inoltre il testo delle Laude all'interno del francobollo è talmente piccolo che neppure con un microscopio elettronico sarebbe possibile leggerlo. Infatti, non bastando l'obbligo di visualizzare tutto a 640 x 480, gli autori dell'opera hanno pensato bene di impaginare i PDF lasciando in ogni pagina un enorme margine bianco tutto intorno al testo. Poiché non sto esagerando, ecco qui di seguito l'immagine campionata della schermata appena descritta.

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Figura 3 - Ecco come si presenta in dimensione reale (1:1) la finestra di Acrobat Reader, una volta caricato il file con le Laude di Iacopone. Non vi sono pulsanti per ridimensionare l'applicazione a tutto schermo e l'enorme margine bianco intorno al testo della poesia rende del tutto illegibili i caratteri, a meno di non agire numerose volte sul pulsante d'ingrandimento di Acrobat Reader

Così, se voglio finalmente trovare una misura del testo compatibile con la mia miopia e con il mio astigmatismo (difetti, tra l'altro, del tutto nella norma, nulla di paragonabile all'ipovisione vera e propria), devo compiere all'apertura di ogni opera in PDF una serie di operazioni, da ripetere per ogni pagina:

Naturalmente il ricorso ad un simile ingrandimento fa sì che nel "francobollo" utile entri ben poco testo e ciò, costringendomi ad usare continuamente le barre di scorrimento o la funzione "manina", risulta molto poco pratico ai fini della lettura: l'ennesimo disagio inutile procurato da questa sciagurata applicazione su CD!

Però, poiché non amo arrendermi facilmente, penso che - invece di fare lo stakanovista tra selezioni di brani, nascondimenti, ingrandimenti e trascinamenti vari - potrei fare una semplice operazione una tantum con il PDF: attivare sulla barra dei pulsanti di Acrobat l'apposito strumento per la selezione del testo, far comparire sulla pagina il menu contestuale, scegliere "seleziona tutto" e quindi "copia", ed infine "incollare" tutto il testo così copiato nel solito programma di videoscrittura, che nel frattempo ho avviato e portato in primo piano usando l'altrettanto solita combinazione ALT+TAB. In questo modo, una volta importato il testo nel programma di videoscrittura, potrei ingrandire e formattare le Laude di Iacopone a mio piacimento e leggerle poi con comodità e sommo diletto... Testardo, ma soprattutto illuso, non è vero? Purtroppo sì: al comparire del menu contestuale appare evidente che gli autori del PDF ne hanno bloccato la copia. È possibile soltanto leggere il testo a schermo nello stramaledetto "francobollo", oppure stamparlo. Ma stamparlo non m'interessa davvero, ché, se avessi voluto duplicare la Letteratura italiana Einaudi stampandomela in proprio, mi sarei comprato una tipografia invece che un CD-ROM!

Questo blocco della copia da PDF appare tanto più insulso, inutile e fastidioso se si riflette sul fatto che le opere di letteratura incluse nella Storia di Einaudi sono per la stragrande maggioranza - cioè dagli autori del Duecento fino a quelli morti non meno di 70 anni fa, ed esclusi gli apparati critici più recenti - tutte nel pubblico dominio, essendo ormai decaduti, in base alla legge italiana, i diritti d'autore su di esse. Del resto la stessa Einaudi ha preso ad esempio da Liber Liber, che viene citata nei crediti, una parte dei testi inclusi nei PDF. Ma Liber Liber mette già da anni questi testi - in forma non protetta - gratuitamente a disposizione di chiunque voglia scaricarli da Internet. E allora? Che senso ha proteggere i PDF, se poi posso recuperare quegli stessi testi, o almeno una loro parte, da un'altra fonte e farne quello che voglio?

Desolato per questi inconvenienti, chiudo Acrobat... e neppure questo è facile, perché non c'è la solita casella con la "X" sulla quale cliccare, ma bisogna far apparire con il mouse un menu a scomparsa posto nella parte bassa del "francobollo" e attivare poi la voce "indietro".

*Leggi: Come creare disagio in un colpo solo al 96% dei lettori
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*Ultima modifica: 15/7/2004 ore 14:21