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Diodati.org | Accessibilità e traduzioni dal W3C      Leggi Omega Centauri!

03 Come creare disagio in un colpo solo al 96% dei lettori

Come sarà ormai chiaro a chiunque abbia letto fin qui, ciò di cui stiamo parlando è il problema dell'accessibilità delle opere su CD, problema analogo per molti versi a quello che si riscontra per i siti Internet. Ma perchè tanta indifferenza da parte dei produttori verso l'accessibilità? Il fatto è che gli sviluppatori dei programmi di consultazione delle opere multimediali sono vittime, secondo me, di un grave pregiudizio, presumibilmente inconscio: l'idea cioè che tutti possano - anzi debbano - fruire l'opera nel modo e nella forma che gli sviluppatori stessi hanno stabilito. Quel che li preoccupa più di ogni cosa è che l'aspetto grafico dell'applicazione di consultazione sia il medesimo su qualsiasi computer. Questo pervicace atteggiamento è con tutta evidenza la conseguenza del fatto che l'impaginazione per lo schermo è una figlia ancora giovane dell'impaginazione per la stampa. Ed in questa - come tutti sanno - ogni elemento viene da secoli posizionato accuratamente sulla pagina e non esiste possibilità di accomodamento da parte del lettore (a parte usare, se è il caso, una lente d'ingrandimento...).

Basta però l'intelligenza di un criceto, neppure troppo sveglio, per capire che un simile atteggiamento - che spinge alla "blindatura" di un'applicazione destinata non alla stampa ma all'uso su un computer - porta ad errori di progettazione dell'interfaccia di consultazione che si rivelano catastrofici dal punto di vista dell'accessibilità. Mi sento persino idiota a dover spiegare qualcosa che mi sembra brillare di evidenza propria. Comunque, visto che tutte le opere su CD che mi capita di esaminare continuano invariabilmente a presentare gli stessi ambienti blindati ed i medesimi problemi di consultazione, sarà bene insistere nella denuncia dei vari problemi di accessibilità che tali ambienti producono, nella speranza che qualcuno "lassù", nell'Olimpo degli editori, si degni di leggere queste righe.

E dunque: allorché si sviluppa un'applicazione blindata come la Letteratura italiana Einaudi su CD, si agisce in modo discriminatorio verso un gran numero di potenziali lettori. Tanto per cominciare, si crea un fastidioso problema di accessibilità a tutti coloro i quali - e sono moltissimi - non usano la risoluzione di 640 x 480 pixel, resa obbligatoria dall'editore. Dalle più recenti statistiche che ho potuto reperire su Internet, ricavo infatti che la percentuale di chi usa abitualmente questa risoluzione è oggi, nel più ottimistico dei casi, pari ad appena il 4% del totale! Un 40% abbondante usa la risoluzione di 800 x 600, un altro 40% lavora gioca o legge a 1024 x 768 (tra cui il sottoscritto, quando usa il portatile), il rimanente 16% adotta altre risoluzioni (1).

Di questo 16%, una parte lavora a risoluzioni intermedie rispetto alle tre precedenti (ad esempio 720 x 576 oppure 832 x 624), la parte restante - sempre più numerosa a mano a mano che aumenta la potenza di monitor e schede grafiche - adotta invece risoluzioni maggiori. Tra queste, giusto per dare un altro po' di numeri, abbiamo: 1152 x 870 (comune sui Macintosh), 1280 x 960, 1400 x 1050 (usata su vari computer portatili di fascia alta), 1600 x 1024, 1920 x 1200, 2048 x 768, 2560 x 1024 (le ultime tipiche di schermi grandi accoppiati con schede grafiche di ultima generazione, in stazioni di lavoro adatte ad applicazioni professionali di grafica).

Ecco qui di seguito, comunque, alcuni grafici e tabelle, ricavati da vari siti di rilevazioni statistiche presenti su Internet. Tutti i dati riportati sono stati acquisiti il 7 ottobre 2002. Rappresentano perciò un campione assolutamente aggiornato dell'attuale situazione, per quanto riguarda le percentuali d'uso delle varie risoluzioni di schermo fin qui citate. Rappresentano anche, come potrete constatare leggendo le percentuali, una prova schiacciante di quanto sia funesto il vincolo di visualizzazione a 640 x 480, imposto dagli editori di opere multimediali.

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Figura 4 - Per SuperStats, gli utenti che usano la risoluzione di 640 x 480 pixel sono appena il 3,1% del totale. Fonte: SuperStats

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Figura 5 - Per Web Counter, la percentuale degli utenti a 640 x 480 è del 4,15%, la più alta tra tutte quelle trovate. Fonte: Web Counter

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Figura 6 - In questa rilevazione, gli utenti che usano la risoluzione di 640 x 480 sono appena l'1,33% del totale! Fonte: trafficFile.com

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Figura 7 - Per ShinyStat, probabilmente il più utilizzato fornitore di statistiche web in Italia, gli utenti che usano la risoluzione di 640 x 480 sono soltanto l'1,6% del totale! Fonte: ShinyStat

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Figura 8 - Anche dalle rilevazioni di ServuStat.com il numero di utenti con schermo impostato a 640 x 480 appare del tutto trascurabile. Fonte: ServusStats.com

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Figura 9 - Per GoStats.com la percentuale di utenti con schermi a 640 x 480 è del 2,45%, su un totale di 456.919 rilevazioni effettuate. Fonte: GoStats.com

Ho trovato addirittura statistiche che hanno registrato accessi provenienti da schermi impostati sulla risoluzione di 3200 x 1200 pixel! Ma avete un'idea di come si veda una finestra di 640 x 480 pixel su uno schermo impostato a 3200 x 1200? Pensate che si possa avere un sia pur minimo appagamento a cercare informazioni letterarie o a leggere poesie all'interno di un rettangolino che occupa un'area corrispondente a meno di un dodicesimo della grandezza dello schermo??

Insomma, a conti fatti, c'è un 96% circa di potenziali lettori che adotta risoluzioni maggiori rispetto ai fatidici 640 x 480 pixel. Che cosa possono fare tutte queste persone "sfortunate", a parte evitare di comprare gli altri 9 CD della Letteratura italiana ed usare quello già acquistato come fermacarte? Se vogliono migliorare un po' l'esperienza di lettura e consultazione, non possono far altro che modificare provvisoriamente le proprie abitudini e ridurre la risoluzione dello schermo, portandola ai 640 x 480 pixel corrispondenti all'impostazione del CD. In questo modo, alcuni perderanno semplicemente del tempo e la disposizione delle icone sulla propria scrivania (quelle che si trovavano, infatti, oltre il 640esimo pixel orizzontale ed oltre il 480esimo pixel verticale verranno automaticamente spostate in una nuova posizione, talvolta nascoste dietro altre icone); altri meno fortunati - usando un portatile non predisposto per una visione ottimale a risoluzioni differenti da quella nativa - si ritroveranno con testi e immagini "impastati" e poco nitidi. Altri ancora, non essendo degli informatici e non sospettando che si può modificare la risoluzione dello schermo, sforzeranno per un po' la vista borbottando maledizioni contro chi li costringe a leggere caratteri grandi quanto cacche di mosca e poi faranno l'unica cosa sensata: toglieranno il CD dal lettore e lo riporranno per sempre su uno scaffale.

E tutto questo perché? Da un lato, perché chi sviluppa tali applicazioni non riesce a comprendere che ogni lettore dovrebbe essere lasciato libero di personalizzare l'esperienza di visione, lettura e ascolto nel modo che preferisce, o che gli è consentito dalle attrezzature di cui dispone e dalla propria eventuale condizione di disabile; dall'altro, perché gli editori - perennemente angosciati dall'incubo di proteggere a tutti i costi dalle acquisizioni indebite anche ciò che è ormai fuori diritti - ricorrono a tutte le possibili forme di limitazione della libertà dell'utente, impedendogli di personalizzare, sia pure per uso personale, i materiali inclusi nei CD che ha acquistato.

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Figura 10 - Un'immagine un po' pesante da caricare, ma non c'era altro modo per mostrare come cambia il rapporto tra finestra dell'applicazione e sfondo a mano a mano che aumentiamo la risoluzione. Appare evidente che, con il crescere della risoluzione dello schermo, diventa via via sempre più difficile riuscire a leggere il contenuto di una finestra utile di 640 x 480 pixel


(1) Si potrebbe obiettare che non è confermato che le percentuali valide per la navigazione sul Web siano le stesse utilizzate per esplorare i CD multimediali. Ma per quale motivo - mi chiedo - le persone dovrebbero usare due risoluzioni differenti, una per la navigazione su Internet ed un'altra, minore, per consultare le opere su CD? Cambiare spesso le impostazioni dello schermo è un'inutile perdita di tempo, a meno che non serva a contrastare in qualche modo l'arbitrio con cui sono realizzate le opere multimediali su CD.

*Leggi: Non c'è trippa per Jaws...
*Vai a: Diodati.org > Guide, articoli, scritti > Opere multimediali su CD-ROM: accessibilità zero!
*Scrivi: info@diodati.org
*Ultima modifica: 15/7/2004 ore 14:21