Dopo aver esaminato tutti, o quasi tutti, i problemi di
accessibilità legati all'attuale criterio di realizzazione
dei prodotti multimediali, proviamo ora ad avanzare qualche
proposta concreta, che - se presa in
considerazione dagli editori - potrebbe portare in futuro allo
sviluppo di prodotti di più larga e semplice
consultazione. Ecco quindi di seguito una serie di criteri di
realizzazione - potremmo chiamarli
raccomandazioni, ma forse sarebbe meglio dire
preghiere - in grado di favorire
l'accessibilità delle opere di consultazione, multimediali
e non:
- 1. Realizzare interfacce senza vincoli di dimensione
- Si prevedano finestre di consultazione all'interno delle
quali i contenuti possano fluire liberamente, modificando la
propria posizione sulla pagina a seconda della dimensione di
finestra di volta in volta impostata.
- 2. Non ostacolare il normale uso del computer da parte dell'utente
- Ovvero non nascondere, per mezzo di cornici, sfondi o altri
artifici, le informazioni sullo stato di funzionamento del computer e delle sue periferiche nonché i
comandi per avviare e portare in primo piano altri
programmi.
- 3. Rendere i testi liberi da vincoli di dimensione e
colore
- Creare dei semplici meccanismi, per mezzo dei quali il
lettore possa modificare secondo le proprie esigenze la
dimensione e il colore dei testi. Poter aumentare di molto la
dimensione predefinita dei caratteri è di fondamentale
importanza per gli ipovedenti.
- 4. Consentire la personalizzazione degli sfondi dietro i
testi
- Presentare al lettore sfondi grafici anche complessi, ma
creare dei semplici meccanismi che gli consentano di sostituire
allo sfondo grafico o ai colori di sfondo predefiniti un colore
uniforme di propria scelta, che meglio si adatti alle personali
esigenze di contrasto tra primo piano e sfondo.
- 5. Accoppiare sempre ai pulsanti grafici dei testi
alternativi
- Accoppiare a qualsiasi pulsante di comando, che presenti
scritte realizzate in modalità grafica, un testo
alternativo che possa essere letto da un sintetizzatore vocale o
da un programma di consultazione di tipo non grafico.
- 6. Organizzare i contenuti nel modo più semplice e
schematico possibile, nel rispetto della materia trattata
- Menu di navigazione intuitivi e comandi posti in chiara
evidenza sono i migliori ausili per un uso proficuo dei contenuti
disponibili. Quando l'utente è costretto a passare
più tempo a cercare di capire come funziona il sistema di
navigazione piuttosto che a consultare i documenti che gli
interessano, vuol dire che in quel sistema c'è qualcosa di
profondamente sbagliato...
- 7. Realizzare interfacce di navigazione non vincolate all'uso
di una specifica periferica di input
- Non tutti possono adoperare un mouse
per attivare i comandi o per far scorrere il testo. È
indispensabile fornire un sistema di navigazione flessibile, in
cui tutte le funzioni possano essere attivate anche per mezzo di
combinazioni da tastiera o di comandi vocali.
- 8. Fornire descrizioni testuali di ciascuna immagine non
puramente decorativa
- Accoppiare a ciascuna fotografia o immagine significativa una
esauriente didascalia consentirà ai non vedenti, e a chi
consulta l'opera con strumenti solo testuali, una migliore
comprensione dei contenuti.
- 9. Fornire trascrizioni testuali il più possibile
accurate dei documenti multimediali o almeno delle loro parti
più significative
- Le trascrizioni dovrebbero comparire contemporaneamente al
documento multimediale a cui si riferiscono o, quanto meno,
essere fornite all'utente in alternativa al documento stesso,
quando quest'ultimo, per una qualsiasi ragione, non può
essere riprodotto o percepito.
- 10. Realizzare sistemi di consultazione scalabili
- Ovvero prevedere situazioni in cui gli utenti non possano, o
non vogliano, usare le estensioni grafiche e multimediali
necessarie per fruire di contenuti quali disegni, fotografie,
suoni, brani recitati, filmati, animazioni, ecc. In simili casi
il sistema di navigazione dell'opera deve consentire ugualmente
all'utente di consultare tutti i documenti testuali presenti
nonché tutte le descrizioni e le trascrizioni dei
documenti grafici e multimediali, dei quali nelle attuali
condizioni non può usufruire. Provvedere, in sostanza, a
che l'opera multimediale possa essere consultata proficuamente
anche da utenti che adoperano browser
testuali come Lynx,
sintetizzatori vocali, sistemi di conversione del testo in Braille, computer
obsoleti dotati di processori lenti e di scarsa memoria.
- 11. Evitare di presentare i documenti in finestre separate,
aperte contemporaneamente sullo schermo
- La frammentazione dei contenuti in più finestre
può disorientare gli utenti meno esperti, facendo perdere
loro la cognizione delle relazioni reciproche tra le parti.
Inoltre la moltiplicazione delle finestre è sicura fonte
di confusione per il non vedente che consulta l'opera con un
sintetizzatore vocale, dal momento che un simile strumento lavora
in modo seriale (cioè su una sola finestra per volta) e
non può supplire alla capacità della vista di
determinare rapidamente le relazioni tra oggetti in primo piano e
oggetti sullo sfondo.
- 12. Evitare animazioni troppo rapide e fornire strumenti per
bloccare gli oggetti in movimento sullo schermo
- Chi soffre di epilessia può avere delle crisi a causa
di intensi e prolungati sfarfallamenti di immagini; ma anche chi
è semplicemente stanco o stressato può trovare
estremamente fastidioso un movimento continuo di oggetti sullo
schermo, che non sia possibile arrestare durante la lettura o la
visione di un documento.
- 13. Evitare il ricorso ad automatismi ripetitivi, che
costringano l'utente ad attese inutili
- Tra le numerosissime "vessazioni" che gli sviluppatori di
opere multimediali impongono agli utenti, una delle più
antipatiche in assoluto è, secondo me, la costrizione a
vedere lo stesso interminabile filmato di presentazione, che
parte in automatico ogni volta che si avvia il programma allegato
al CD, oppure
l'altrettanto interminabile elenco di autori e programmatori, che
si avvia anch'esso in automatico non appena si schiaccia il
pulsante di chiusura dell'applicazione. Spesso, addirittura, i
filmati e le animazioni che accompagnano l'avvio del programma
sono due o tre e - se noi utenti non fossimo riusciti ad imparare
da soli con l'esperienza, che premendo il pulsante del mouse o il tasto
ESC la presentazione si blocca
e scompare (lo sapevate già, vero?...) - ci toccherebbe
ogni volta sorbircela per intero dall'inizio alla fine.
Ma anche premendo i tasti di "fuga" in rapida successione, ci
vogliono spesso svariati secondi perché il caricamento e
lo scaricamento della presentazione e delle istruzioni
preliminari dalla memoria renda finalmente possibile la ricerca e
la consultazione dei documenti che ci interessano. La stessa
solfa si verifica anche all'uscita dal programma, che, tra saluti
e ringraziamenti, si protrae spesso anch'essa per svariati
secondi.
Eliminare radicalmente tutto ciò dai programmi di
consultazione - lasciando la visione e l'ascolto di
presentazioni, istruzioni e ringraziamenti alla libera scelta
dell'utente - provocherà di certo un'impennata
dell'accessibilità e una commossa gratitudine da
parte di tutti noi, vittime incolpevoli di queste continue, non
richieste autocelebrazioni di editori e sviluppatori.
- 14. Realizzare un'unica applicazione per consultare l'intera
opera, anche quando quest'ultima è ripartita su più
supporti
- Costringere l'utente ad avviare (e prima ancora ad
installare) un programma diverso per ognuno dei dieci o
più CD che compongono una medesima opera multimediale crea
un grave problema di accessibilità. Infatti, se
l'accessibilità è letteralmente la
possibilità di accedere a qualcosa (nel nostro caso a
documenti), essa tanto più diminuisce quanto più
è tortuosa e complessa la serie delle operazioni che devo
compiere per accedere ai documenti che mi interessano. Ciò
posto, è evidente che avere un'unica applicazione per
consultare tutti i CD (o i DVD) che compongono un'opera
multimediale è un gran vantaggio per
l'accessibilità.
L'ostacolo che gli sviluppatori hanno voluto rimuovere con la
creazione di tanti programmi di navigazione quanti sono i
supporti - cioè il rischio di richiamare un documento
archiviato su un CD al momento non disponibile, e di
ottenere quindi in risposta un messaggio di errore - è in
realtà un problema molto minore di quello
generato dalla pretesa soluzione adottata. Un semplice avviso,
che dica all'utente di inserire il CD numero X per
caricare il dato documento, è infatti un ostacolo
all'accessibilità di gran lunga minore rispetto a
quest'altra procedura:
- localizzare nel piano dell'opera il CD contenente il dato
argomento,
- chiudere o ridurre a icona l'applicazione corrente,
- inserire il nuovo CD,
- avviare la relativa applicazione,
- navigare tra i suoi contenuti alla ricerca del documento
desiderato,
- selezionarlo e caricarlo in memoria;
- ripetere la medesima procedura ogni volta che l'argomento
cercato non sia richiamabile dall'applicazione in
esecuzione.
Dal punto di vista dei contenuti, poi, progettare fin dall'inizio
un'opera enciclopedica in maniera che sia consultabile per mezzo
di un'unica applicazione, permetterà agli autori di creare
una vastissima rete di collegamenti ipertestuali tra le
varie materie, in un modo che sarebbe del tutto impensabile in
un'opera progettata per compartimenti stagni, dove il contenuto
di ogni CD e la relativa applicazione di consultazione
costituiscono un mondo a sé, del tutto staccato dal resto
dell'opera.
- 15. Realizzare applicazioni che siano in grado di funzionare
senza installare file né modificare
le impostazioni di configurazione sul computer dell'utente
- Tra quelli proposti, questo è di certo il criterio che
indignerà maggiormente gli editori e gli sviluppatori di
opere multimediali.
Ma come?
, li sento già
protestare, Non installare nulla! Stiamo scherzando? E come
faremo allora a far funzionare le nostre sofisticatissime
applicazioni, con tutti i loro vincoli di visualizzazione e di
accessibilità? Come potremo essere certi che l'utente
abbia i programmi per ascoltare i brani audio e per vedere le
animazioni e i filmati presenti sui CD?
Beh, cari editori e sviluppatori, per farvene una ragione pensate
a quanto più a lungo durerà nel tempo
un'opera multimediale che non sia vincolata, per funzionare, alla
presenza di specifiche impostazioni di configurazione o di
particolari versioni di un certo sistema operativo (1). Pensate, invece, che quando
s'installano dei file, sarà sempre necessario che
ciò che viene installato sia compatibile con il software già presente sul computer dell'utente. Ma i programmi archiviati
su un qualsiasi CD diverranno inevitabilmente obsoleti nel giro
di uno o due anni al massimo e perciò la loro
compatibilità con il software di
sistema già installato è destinata a cessare
altrettanto rapidamente.
Pensate inoltre a quanta gratitudine avranno per voi gli
acquirenti di opere che non alterano la configurazione
software dei loro computer, e che perciò non possono in
alcun modo essere tenute responsabili di malfunzionamenti e
conflitti tra programmi o tra periferiche.
Quanto all'impossibilità di sapere se l'utilizzatore
dispone dei requisiti hardware e software necessari alla corretta riproduzione
dei documenti multimediali, non è poi un gran male: se
avrete provveduto a rendere scalabile l'applicazione ed avrete
fornito tutte le informazioni necessarie nonché le ultime
versioni disponibili dei programmi che occorrono per una corretta
riproduzione di quei documenti, l'utente avrà tutto
ciò che gli serve per decidere se e cosa,
eventualmente, installare sul proprio computer.
- 16. Usare linguaggi standard per creare applicazioni che
funzionino su qualsiasi sistema operativo, anche obsoleto, e che
non siano vincolate alla presenza di specifici programmi, specie
se proprietari
- Fare cioè l'esatto contrario di quanto si è
fatto fino ad oggi: smetterla di progettare opere che funzionano
per la maggior parte solo su piattaforma PC-Windows; non discriminare più gli utenti
di sistemi Macintosh, Linux, Unix, Sun, Amiga, chi usa computer palmari o sistemi per la navigazione
assistita. Inoltre, non progettare applicazioni che richiedano
per funzionare una specifica versione di uno specifico programma
(ad esempio Internet Explorer 5.0 o
successive). Se proprio non è possibile evitare di
produrre documenti in un formato proprietario (ad esempio file in formato Real Player),
allegare sui supporti che contengono l'opera multimediale anche
altre versioni degli stessi documenti, prodotte in altri
formati equivalenti, in modo da non costringere l'utente
a dotarsi di un unico specifico programma.
Scrivere l'applicazione di consultazione dell'opera usando
linguaggi standard internazionalmente riconosciuti,
quali HTML, CSS, XML, XHTML, SMIL, SVG,
JavaScript.
Infatti tali linguaggi sono attualmente lo strumento migliore a
disposizione di editori e sviluppatori, per creare un prodotto
che sia allo stesso tempo:
- curato esteticamente;
- sofisticato e potente dal punto di vista delle
funzionalità di consultazione;
- scalabile e pienamente accessibile;
- dotato di capacità multimediali;
- utilizzabile su qualunque piattaforma hardware/software;
- in grado di funzionare su qualunque computer senza richiedere l'installazione
preventiva di software o la modifica delle
impostazioni di configurazione del sistema;
- in grado di durare indefinitamente nel tempo, dal
momento che è tra gli scopi principali dei linguaggi
standard definiti dal W3C il garantire che la
larga diffusione di future e più sofisticate versioni
degli stessi linguaggi non pregiudichi la fruibilità dei
documenti già esistenti;
- in grado di gestire l'aggiunta di nuovi documenti, a mano a
mano che l'opera verrà aggiornata nei contenuti;
- in grado di essere sostituito - nella gestione dei contenuti
dell'opera multimediale - da un prodotto più recente e
sofisticato, senza che l'utente debba disinstallare o
reinstallare alcun programma.
- 17. Attribuire nomi significativi ai file che contengono documenti di
consultazione
- In tal modo si consentirebbe agli utenti di individuare
facilmente i documenti di proprio interesse, anche senza
utilizzare l'applicazione fornita dal produttore dell'opera
(chiamare ad esempio un file HTML che
contenga la poesia L'infinito di Leopardi
infinito.htm e non x22_y46b.htm).
- 18. Consentire il normale funzionamento dell'applicazione di
consultazione dell'opera indipendentemente dalla posizione fisica
dei documenti che la compongono
- Consentire il normale funzionamento dell'applicazione di
consultazione dell'opera, indipendentemente da se i documenti da
caricare si trovino su supporti rimovibili, su dischi locali, su
dischi di rete condivisi o su computer
remoti raggiungibili via Internet. Tale accorgimento è
teso a favorire la possibilità da parte di ciascun utente
di utilizzare la soluzione di consultazione di volta in volta
giudicata più comoda e veloce.
- 19. Non creare vincoli che ostacolino la copia dei documenti,
testuali e non, da parte dell'utente e la loro importazione in
altre applicazioni
- Lasciare l'acquirente dell'opera libero di usare come meglio
crede i contenuti testuali, grafici e multimediali che la
compongono. Saranno le vigenti leggi sul diritto d'autore a
tutelare l'editore da eventuali usi illegali del prodotto da
parte degli utenti. Le attuali blindature sui testi e sulle
immagini costituiscono, a mio parere, una inutile e fastidiosa
violazione della libertà personale dell'acquirente.
È del resto ampiamente dimostrato che tutti i meccanismi
di protezione dalla copia creati finora dai produttori di software - si tratti di CD musicali, di film in
DVD, di
programmi per computer o di opere di
consultazione - lungi dal creare problemi ai malintenzionati, non
fanno altro che minare l'accessibilità ed ostacolare gli
usi legali da parte dei normali acquirenti.
- 20. Compatibilmente con lo spazio di archiviazione
disponibile, fornire più risoluzioni differenti di una
stessa immagine significativa nonché dettagli
significativi ingranditi
- Immaginiamo un CD dedicato alla pittura. Se di ciascun
dipinto viene fornita solo una miniatura ed un'immagine ad
altissima risoluzione (grande ad esempio 2000 x 2000 pixel),
l'utente in possesso di una stazione grafica di ultima
generazione non avrà alcun problema di visualizzazione,
mentre chi è in possesso di un computer obsoleto e poco potente avrà
serie difficoltà a caricare le immagini ingrandite dei
quadri. Viceversa, prevedendo anche una risoluzione intermedia
(ad esempio 600-700 pixel di lato), entrambi i tipi di utente
saranno soddisfatti, poiché potranno caricare ciascuno
l'immagine più adatta alla propria attrezzatura o
ai propri gusti. Inserire, d'altro canto, solo immagini di media
grandezza penalizza eccessivamente chi usa schermi ad alta
risoluzione (per esempio 2560 x 1024 pixel), sui quali
un'immagine di 600-700 pixel di lato appare piccola e priva di
dettagli. Per chi usa schermi grandi e per chi soffre di
ipovisione, acquisisce grandissima importanza anche la
possibilità di visualizzare immagini con dettagli
significativi ingranditi dell'immagine di partenza.
- 21. Usare formati di ampia diffusione e possibilmente non
proprietari per i documenti di consultazione che compongono
l'opera
- Un'opera che fornisce tutte le sue 100.000 pagine di testi
interessantissimi in formato PDF, da un lato
obbliga l'utente ad installare sul proprio computer Acrobat Reader (un software proprietario della Adobe),
dall'altro crea problemi di accessibilità, per il fatto
che l'applicazione di consultazione non può
fornire direttamente il testo, ma deve invocare Acrobat come applicazione sussidiaria, un
meccanismo, quest'ultimo, che sistemi obsoleti o tecnologie
assistive potrebbero non essere in grado di supportare. Fornire
invece i testi direttamente all'interno
dell'applicazione di consultazione dell'opera è un sicuro
vantaggio per l'accessibilità: questi potranno infatti
essere letti senza problemi dai sintetizzatori vocali e
facilmente modificati, quanto a dimensione e colori, una volta
che siano stati predisposti dagli sviluppatori gli opportuni
comandi. Analogamente, immagini salvate nei formati GIF, JPG e PNG potranno essere
visualizzate, in linea di massima, senza ricorrere all'uso di
applicazioni sussidiarie. Infine, l'uso di formati ad ampia
diffusione, meglio se non proprietari, è una garanzia per
l'utente, di poter consultare i documenti che compongono l'opera
che ha acquistato anche per mezzo di programmi
differenti dall'applicazione fornita dal
produttore.
- 22. Fornire una copia di tutti i software necessari per la riproduzione dei file multimediali inclusi nell'opera, ma fornire
anche all'utente tutte le istruzioni necessarie per scaricare da
Internet le versioni più aggiornate dei medesimi software
- Ciò è indispensabile per garantire che, una
volta divenuti obsoleti i programmi di riproduzione inclusi
nell'opera, l'utente non sia costretto o a rinunciare ad eseguire
i brani multimediali o ad installare sul proprio computer un software
potenzialmente dannoso per il buon funzionamento del
sistema.
- 23. Se si decide, nonostante tutto, di realizzare un'opera
multimediale inaccessibile, produrre separatamente una versione
accessibile della stessa opera, destinata a chi non è in
grado di utilizzare la versione inaccessibile
- Così come la versione solo-testo di un sito Internet
inaccessibile è l'ultima ratio a cui ricorrere,
quando proprio non è possibile rielaborare le pagine del
sito in una forma accessibile, analogamente gli editori che
decidessero di continuare a produrre opere multimediali secondo i
criteri attualmente in uso dovrebbero quanto meno avere la
decenza di produrre una versione separata, ispirata a
regole di accessibilità, per ciascuna opera non
accessibile posta in commercio.
(1) Il tono
dell'argomentazione è volutamente sarcastico: so benissimo
che è interesse degli editori che le opere acquistate
invecchino rapidamente, cosicché sia più facile
vendere le nuove edizioni. Purtroppo per gli acquirenti,
però, spesso ciò che invecchia è unicamente
il vestito dell'opera, rimanendo la sostanza
del tutto invariata: le opere archiviate sul CD dedicato al
Duecento e a Dante nell'edizione 2013 della Letteratura
Italiana Einaudi saranno con tutta probabilità le
stesse - PDF più PDF meno - di quelle presenti
nell'edizione 2003.