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Nel valutare un colore entra in gioco non solo la natura fisica locale dello stimolo percepito, ma anche il contesto percettivo in cui quella valutazione avviene. Numerosi esperimenti hanno dimostrato che la presenza di informazioni contestuali può cambiare notevolmente la percezione di un colore. Un tipico esempio dell'influenza del contesto è rappresentato in fig. 9. Molti osservatori, posti in una situazione sperimentale in cui il colore del disco sulla sinistra è presentato, all'interno di una stanza completamente buia, come una macchia fluttuante priva di contesto, descrivono ciò che vedono o come una superficie arancione poco illuminata o come una luce arancione di bassa intensità.
Basta però aggiungere delle semplici informazioni contestuali perché il giudizio cambi: se, ad esempio, la situazione sperimentale viene modificata con l'aggiunta di un disco bianco che dia all'osservatore la misura dell'intensità della sorgente luminosa presente nella stanza, oppure con l'aggiunta di una macchia di colore arancione puro (nell'immagine sono presenti entrambe le modifiche del contesto), allora il colore prima definito come un arancione poco illuminato sarà percepito dalla maggioranza degli osservatori come marrone.

Fig. 9 – La presenza di informazioni
contestuali può
cambiare la valutazione del colore del disco sulla sinistra
Simili esperimenti dimostrano la natura altamente
soggettiva e complessa dell'atto di descrivere
un colore da parte di un osservatore. Tuttavia è possibile
definire, in quest'atto soggettivo, delle componenti elementari
ed universali, che concorrono alla determinazione di qualsiasi
colore e ne costituiscono, per così dire, gli
ingredienti
.
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Ultima modifica: 15/7/2004 ore 15:27