SEMINARIO 31/03/2008 | libro accessibilità | scritti | traduzioni w3c | forum | autore | mappa | tasti rapidi | cronologia | presentazione | il pesa-nervi
Progettare pagine web accessibili e fruibili significa dare a tutti gli utenti della rete pari opportunità sotto il profilo dell'accesso alle informazioni e utilizzo dei molti servizi disponibili. Un disabile visivo (non vedente o ipovedente), uditivo, motorio può trovarsi in serie difficoltà se messo di fronte a soluzioni tecnologiche difficilmente o affatto gestibili.
I non vedenti e i disabili motori, storicamente più tutelati e oggettivamente più facilmente inquadrabili dal punto di vista delle difficoltà percettive, hanno già ottenuto importanti e nel complesso soddisfacenti risposte al problema. Recenti ricerche hanno messo in evidenza che i soggetti oggi più penalizzati dalla scarsa accessibilità e fruibilità del Web sono, in realtà, gli ipovedenti.
L'ipovedente è una persona affetta, in modo più o meno grave e composito, da disturbi della vista quali: diminuzione dell'acuità visiva, anomalie nel campo visivo, fotofobia e daltonismo, singolarmente o in vario modo combinati tra loro. Detti disturbi percettivi determinano una gamma di problemi a livello di accessibilità e fruibilità del Web difficilmente gestibili.
A questi soggetti, qualche centinaia di migliaia di persone, va aggiunta la totalità dei fruitori della rete, molto spesso costretti a stare per molte ore davanti al monitor e magari con delle fonti luminose che vi si riflettono sopra, tanto per fare un esempio. Insomma, il problema è molto più vasto di quanto si possa ritenere ad una prima analisi.
Questo testo mette a disposizione una serie di considerazioni e suggerimenti pratici scaturiti dall'esperienza personale (diretta e derivata dall'osservazione di terzi), capaci di ridurre significativamente i problemi più frequenti. L'elaborato non vuole essere un manuale tecnico per sviluppatori di contenuti web, ma uno strumento d'indirizzo e culturale. Per le specifiche tecniche relative ai linguaggi di programmazione e normative circa l'accessibilità e fruibilità del Web, si rimanda al molto materiale già disponibile in rete.
Chissà quali capolavori d'arte e cultura avrebbero potuto realizzare ingegni straordinari come Leonardo da Vinci o grandi eruditi come Benedetto Croce, se avessero avuto a disposizione la sterminata mole di informazioni che Internet oggi rende accessibile a chiunque abbia un computer ed un modem collegati alla Rete?
Accessibile? Ma cosa sto dicendo? Quante migliaia di siti sono costruite oggi con criteri grafici e logici talmente assurdi, da essere l'antitesi dell'accessibilità! Da costringere anzi il lettore a fuggire dalle loro pagine nonostante la ricchezza dei contenuti in esse presenti.
Ci troviamo in molti casi di fronte ad un vero e proprio paradosso: argomenti interessantissimi, ricerche complesse ed importanti, materiali bibliografici di sicuro interesse nascosti dietro caratteri piccolissimi, sfondi grafici proteiformi, animazioni interminabili ed orrende... Una vera e propria fiera dell'assurdo, che sembra uscita dalla fantasia di un Edgar Allan Poe in vena di divertirsi alle spalle del lettore.
A vedere molte delle impaginazioni oggi in voga, anche tra i siti che vanno per la maggiore, mi viene in mente un'analogia con quello che accadeva nel mondo della musica tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70. Mi riferisco a quel periodo in cui sorsero come funghi schiere di musicisti sperimentali, che componevano musiche inascoltabili, sature di effetti speciali prodotti dalla prima generazione di sintetizzatori elettronici.
Sul Web accade qualcosa di analogo: migliaia di effetti di impaginazione usati per il gusto di usarli, senza alcun discernimento degli effetti sulla leggibilità e con la pretesa di un valore estetico che - ne sono sicuro - costringerebbe un Raffaello al suicidio, se avesse la sfortuna di rinascere ai nostri giorni.
Di fronte a questo proliferare di pagine illeggibili e di accostamenti grafici improponibili, il lavoro di Franco Frascolla giunge come una specie di bagno purificatore. I consigli dell'autore sono mirati ad alleviare i problemi degli ipovedenti, la categoria in assoluto più svantaggiata tra gli utilizzatori di Internet. Ma pagine web che tenessero conto di tali consigli sarebbero una manna anche per quella gran quantità di lettori normodotati, che trovano faticosissimo e scoraggiante leggere testi grandi quanto capocchie di spillo, posti su improbabili sfondi arcobaleno o dentro funeree gabbie nere, per giunta di cattivo augurio!
Infine due parole sull'autore. Ho conosciuto da poco Franco Frascolla, ma mi ha dato immediatamente un'impressione positiva. È infatti una di quelle rare persone che è riuscita a fare di un problema personale piuttosto serio (l'ipovisione) non un'occasione di autocommiserazione, ma un valido strumento di lavoro e di guadagno nonché - cosa più importante ancora - un'occasione per rendersi utile al prossimo, come dimostrano i software di ausilio per ipovedenti che ha realizzato e che sono gratuitamente a disposizione di tutti sul suo sito www.francofrascolla.it.
di Carla Mondolfo (Associazione Nazionale Subvedenti)
Per quanti lottano da decenni a favore dell'integrazione scolastica, lavorativa e sociale dei disabili visivi in generale e degli ipovedenti in particolare, non è piacevole apprendere nel 2002, che i navigatori ipovedenti sono i più penalizzati dall'inaccessibilità del web...
Il presente elaborato, dunque, non può che rappresentare un'occasione di sensibilizzazione, un'opportunità di conoscenza, uno strumento operativo e una fonte di speranza per il futuro.
L'Associazione Nazionale Subvedenti riceve sempre più di frequente richieste di informazioni generali rispetto al problema e di consulenza specifica su siti della pubblica amministrazione e privati. Questo documento, forse, consentirà a tutti i soggetti coinvolti di approcciarsi alla questione con maggiore consapevolezza, chiarezza e propositività; sperando che arrivi presto il giorno del "Web per tutti".
Leggi:
Prima parte - le basi del Web e l'accessibilità
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Ultima modifica: 15/7/2004 ore 15:36