SEMINARIO 31/03/2008 | libro accessibilità | scritti | traduzioni w3c | forum | autore | mappa | tasti rapidi | cronologia | presentazione | il pesa-nervi
di Michele Diodati - L'articolo
è una rielaborazione di un messaggio di posta elettronica
inviato alla lista
http://itlists.org/mailman/listinfo/pdl3486.
(26 marzo 2003)
Come ben sa chi si interessa di accessibilità, è stato da poco iscritto all'esame del Parlamento italiano un progetto di legge, il PDL3486, intitolato "Norme per il diritto di accesso ai servizi e alle risorse telematiche pubbliche e di pubblica utilità da parte dei cittadini diversamente abili", che si propone di stabilire dei vincoli normativi, affinché i siti web della Pubblica Amministrazione garantiscano ai cittadini servizi e informazioni pienamente accessibili. Il testo di questo disegno di legge, presentato dai deputati Campa e Palmieri, nonché il suo iter parlamentare completo, è consultabile in rete a partire da http://www.senato.it/leg/14/Bgt/Schede/Ddliter/18816.htm.
Per raccogliere gli ultimi suggerimenti da parte di tecnici, enti e persone interessati, è stata aperta una lista apposita, gestita da Roberto Scano (http://www.robertoscano.info), che ha partecipato direttamente alla stesura della parte tecnica del PDL. All'attenzione degli iscritti alla lista, alla quale partecipano anche i deputati Campa e Palmieri, ho inviato due mie proposte integrative al progetto di legge 3486 (sono leggibili nell'archivio della lista alla pagina http://itlists.org/archives/pdl3486/200303/0103.php3). Preciso che si tratta delle proposte di un profano, cioè di una persona che si occupa di informatica e di accessibilità in particolare, ma che non ha una preparazione giuridica specifica. Dunque queste due proposte rappresentano un semplice contributo in linguaggio discorsivo, non giuridico, generato da quelli che mi sono sembrati i punti deboli della proposta di legge in esame.
Mi è stato assicurato da Roberto Scano che si terrà conto, nella ridefinizione finale del PDL, di tutte le proposte e i suggerimenti pervenuti in tempo utile. I motivi per cui pubblico qui le mie proposte sono due. Il primo è esprimere pubblicamente la mia opinione riguardo la reale capacità di salvaguardare l'accessibilità, insita negli articoli di questo progetto di legge, e farlo prima che divenga legge a tutti gli effetti, in modo che - nel bene o nel male - tali opinioni siano disponibili da subito nero su bianco, e valgano per tutti i futuri "io l'avevo detto!" non altrettanto documentati.
Il secondo motivo è sollecitare le opinioni dei lettori circa i due punti su cui si sofferma la mia analisi: opinioni e commenti che possono fin da subito essere spediti al forum "Tutto sull'accessibilità" (http://www.diodati.org/forum/elenco.asp?f=1). Naturalmente chi vuole capire le mie obiezioni ed esprimere il proprio parere, dovrebbe leggere prima il PDL3486, il cui testo integrale è disponibile sul sito della Camera alla pagina http://www.camera.it/_dati/leg14/lavori/stampati/sk3500/articola/3486.htm. (Il testo è destinato a cambiare, recependo una parte dei suggerimenti pervenuti. Perciò, poiché le mie obiezioni si riferiscono alla stesura del PDL come appare al 26/03/2003, chi è interessato ad intervenire nel dibattito, è invitato a leggerne il testo al più presto.)
Prima di passare ai due suggerimenti, voglio precisare che ritengo in ogni caso questo progetto di legge, per quanto perfettibile, una tappa importante verso il raggiungimento in Italia di un'autentica democrazia dell'informazione e dei servizi veicolati attraverso strumenti telematici.
Il testo elegge a riferimenti normativi per l'accessibilità le raccomandazioni in materia prodotte dal W3C. Le WCAG 1.0, che sono l'attuale riferimento per lo sviluppo di siti accessibili, sono però - a detta di molti - uno strumento tutt'altro che perfetto. Tanto per fare un esempio, la necessità che il colore del testo in una pagina web sia sufficientemente contrastato rispetto allo sfondo è data soltanto come priorità 3 (si veda http://www.w3.org/TR/WCAG10/#gl-color, punto 2.2), il che significa che un contrasto adeguato non rientrerebbe nei requisiti che un sito della PA dovrebbe per legge possedere per essere ritenuto accessibile. Ciò è palesemente sbagliato, come qualsiasi ipovedente o persona che soffre di cecità ai colori può facilmente confermare: un sufficiente contrasto di colori dovrebbe essere un requisito di priorità 1.
Altro esempio: il punto 6.2 (si veda
http://www.w3.org/TR/WCAG10/#gl-new-technologies) prescrive di
fornire un'alternativa testuale equivalente e aggiornata delle
funzioni fornite attraverso uno script (il testo delle WCAG parla
di "contenuto dinamico") e pone ciò come priorità
1. Ora, se uno pubblica una pagina contenente un javascript che
automaticamente scrive la data dell'ultimo aggiornamento del
documento, è evidente che ha inserito tale funzione per
non essere costretto ad aggiornare manualmente la data ad ogni
nuovo salvataggio della pagina. Tuttavia, se dovesse rispettare
alla lettera il punto 6.2, l'autore della pagina in questione
dovrebbe aggiornare la data in un elemento NOSCRIPT, ogni volta
che effettua un nuovo salvataggio, con ciò vanificando
completamente l'utilità del javascript stesso (si veda per
questo ed altri problemi delle WCAG la bella analisi di Jim
Thatcher - http://www.jimthatcher.com/sidebyside.htm).
Da tali esempi discende una proposta: piuttosto che recepire passivamente nella legge italiana il dettato delle WCAG 1.0, o 2.0, o quel che sarà, non sarebbe opportuno considerare l'istituzione preliminare di una commissione tecnica di esperti, preposta all'esame e all'accettazione di tali linee guida (e avente competenze un po' maggiori di quelle ipotizzate per l'autorità garante di cui all'art.5 del PDL3486)? Tale commissione potrebbe avere i seguenti compiti primari: tradurre i documenti W3C in italiano, fornire un supporto tecnico agli sviluppatori di siti della PA e - soprattutto - agire come una specie di camera di compensazione, in grado di adeguare il dettato delle linee guida W3C alle reali necessità dell'utenza italiana. Attenzione! Non sto dicendo di riscrivere da zero le linee guida, come hanno fatto gli americani con la famosa Section 508 (per un esame sommario, si veda http://www.diodati.org/scritti/2002/sec508/index.asp), ma di analizzare criticamente le linee guida W3C, proponendo come riferimento normativo ai gestori di siti pubblici italiani non il dettato nudo e crudo delle WCAG, con le priorità stabilite dal W3C-WAI, ma un compendio delle stesse, che ne annulli o limiti gli eventuali difetti e contraddizioni (imponendo ad esempio come priorità 1, non 3, un contrasto di colore adeguato tra il testo e lo sfondo di una pagina web).
Con questo non voglio dire che la commissione di esperti italiani sarebbe più competente in materia di accessibilità degli esperti del W3C-WAI che hanno stilato le WCAG 1.0 (e che stanno stilando la versione 2.0). Voglio dire, invece, che una commissione tecnica come quella ipotizzata servirebbe per correggere strada facendo gli immancabili difetti che qualsiasi raccolta di regole, passando dall'astratto della formulazione teorica alla pratica dell'uso quotidiano, rivela di possedere. Con l'istituzione di una simile commissione si rimarrebbe nel solco dello standard internazionale W3C, garantendo nel contempo, agli sviluppatori dei siti italiani interessati dalla legge, la disponibilità di uno strumento normativo realmente utilizzabile, in grado di produrre non contraddizioni e scappatoie, ma una vera e generale accessibilità.
Il testo del PDL3486, così come è concepito attualmente, mi sembra privilegiare ai fini dell'accessibilità quasi esclusivamente i servizi telematici legati all'uso del Web. In particolare l'articolo 3, che contiene i riferimenti normativi W3C che il progetto di legge propone di adottare, si intitola esplicitamente "Accessibilità dei siti Web". Ora a me sembra che l'universo dei servizi telematici che interessa il cittadino vada ben oltre l'uso del World Wide Web e che il PDL3486 non sia sufficientemente chiaro riguardo gli strumenti per garantire l'accessibilità dei servizi telematici extra-web.
Un esempio: sono anni che le associazioni di disabili bombardano le case editrici di proteste - del tutto inascoltate - per la perdurante inaccessibilità delle opere multimediali su CD-ROM. Su questo argomento ho pubblicato tempo fa un articolo, che contiene tra l'altro una serie di proposte concrete per rendere accessibili le opere su CD-ROM (per chi volesse leggerlo, è disponibile a partire da http://www.diodati.org/scritti/2002/acces_cd/index.asp). Molti disabili mi hanno scritto in privato per ringraziarmi di questa presa di posizione, che è rimasta - manco a dirlo! - totalmente inascoltata dalle case editrici. L'UIC ha pubblicato l'articolo quasi integralmente sul periodico "Oltre il confine". Insomma, si tratta di un problema molto sentito da chi ha la disavventura di non poter leggere opere come la Storia d'Italia della Einaudi su 10 CD (100.000 pagine di testi), e tante altre, solo perché delle persone totalmente prive di cognizioni in materia di accessibilità continuano a produrre opere multimediali, interessantissime per quanto riguarda i contenuti, ma utilizzabili solo da chi dispone di attrezzature e abilità fisiche adeguate, e - anche in questo caso - con una serie di vincoli assurdi e intollerabili.
Sarebbe dunque una buona cosa se questo progetto di legge integrasse esplicitamente nei suoi articoli delle norme per garantire l'accessibilità anche delle opere multimediali e di tutti quei prodotti software che non necessitano di una connessione ad Internet per essere utilizzati. Si può obiettare che la Storia d'Italia su CD, o la Letteratura italiana o un'altra opera analoga, non è un servizio pubblico, dunque non deve essere accessibile. Probabilmente è così. Tuttavia ritengo che escludere varie categorie di utilizzatori dall'uso di opere di cultura e di divulgazione importanti, anche se queste dipendono da un'attività commerciale e non da un servizio pubblico, costituisca una discriminazione inutile e inaccettabile, che le leggi di uno Stato civile dovrebbero severamente proibire.
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Ultima modifica: 15/7/2004 ore 15:38