SEMINARIO 31/03/2008 | libro accessibilità | scritti | traduzioni w3c | forum | autore | mappa | tasti rapidi | cronologia | presentazione | il pesa-nervi
Il punto di partenza per capire di cosa tratta
l'accessibilità è la definizione della parola
"accessible" ("accessibile", in
italiano), contenuta nel glossario delle
WCAG 1.0: Content is
accessible when it may be used by someone with a disability
.
Tradotto in italiano: "Un contenuto è accessibile quando
può essere usato da qualcuno con una
disabilità".
L'ambito di applicazione dell'accessibilità viene ulteriormente chiarito da quello che è il motto del WAI. Si tratta di un pensiero di Tim Berners-Lee, attuale direttore del W3C ed inventore del Web quale noi lo conosciamo. Il motto, tradotto in italiano, dice testualmente: "La forza del Web sta nella sua universalità. L'accesso da parte di chiunque, indipendentemente dalle disabilità, ne è un aspetto essenziale".
The power of the Web is in its universality.
Access by everyone regardless of disability is an essential
aspect.
Due quindi gli elementi fondamentali dell'accessibilità: 1) l'attenzione ai problemi di accesso al Web delle persone con disabilità; 2) l'attenzione a garantire l'universalità dell'accesso, ovvero a non escludere nessuno: non solo i disabili in senso stretto, ma anche chi soffre di disabilità temporanee, chi ha attrezzature obsolete, chi usa sistemi poco comuni, chi dispone di connessioni particolarmente lente.
Come è facile capire, il fine dell'accessibilità - garantire l'accesso universale alle risorse del Web -è uno scopo nobile e importante. Il Web, infatti, è una straordinaria fonte di informazioni e di servizi, la più ampia e democratica che l'umanità abbia mai posseduto nella sua storia. Ma è anche una risorsa estremamente recente e in tumultuosa e spontanea evoluzione. Come tale è soggetta a squilibri di vario tipo, che rendono spesso difficile, se non addirittura impossibile, l'accesso alle informazioni e ai servizi presenti in Rete da parte di numerose categorie di utenti.
Se la cura dell'accessibilità non entrerà
profondamente nella cultura di sviluppatori ed editori di
contenuti per il Web, difficilmente avremo una vera
democrazia dell'informazione e dei servizi. Se,
al contrario, la cura dell'accessibilità diventerà
un fattore costante nello sviluppo e nell'aggiornamento dei siti
in Rete, avremo compiuto un passo decisivo verso l'attuazione di
quello che è il motto e l'obiettivo del World Wide Web Consortium: Leading the Web to its full
potential
, condurre il Web a dispiegare il suo pieno
potenziale.
Va infine sottolineato che la cura dell'accessibilità non deve essere vista semplicemente come un onere aggiuntivo, originato da scrupoli morali o da obblighi di legge, che grava sul committente e sullo sviluppatore. Deve essere vista, invece, anche da parte di chi si occupa di siti commerciali, come una possibilità in più di allargare il proprio mercato: gli utenti che vengono esclusi dalla possibilità di utilizzare un sito commerciale per difetti di accessibilità del sito stesso, sono infatti dei potenziali clienti persi. Perciò, anche se si osserva la questione dal solo punto di vista della convenienza economica, in molti casi vale comunque la pena di investire risorse in favore dell'accessibilità.
Leggi:
I metodi per raggiungere l'accessibilità secondo le WCAG 1.0
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> Guide, articoli, scritti
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Ultima modifica: 15/7/2004 ore 15:38