SEMINARIO 31/03/2008 | libro accessibilità | scritti | traduzioni w3c | forum | autore | mappa | tasti rapidi | cronologia | presentazione | il pesa-nervi
Una caratteristica fondamentale di un sito ad elevata accessibilità è costituita dalla presenza di buoni testi alternativi. Chi naviga con un browser testuale o con un sintetizzatore vocale non può vedere le immagini: la sua comprensione di una pagina web contenente immagini sarà perciò tanto maggiore quanto più sono validi i testi alternativi eventualmente presenti.
Chi pensa che l'accessibilità sia una mera questione di codice, fa spesso l'errore di pensare ai testi alternativi solo in termini di validazione della pagina (un'approvazione automatica basata sull'analisi del codice, ottenibile da parte di un software come Bobby). Per conseguire questo scopo mediocre basta un valore qualsiasi dell'attributo "alt", come nell'esempio seguente:
<img src="cavallo.gif" width="180" height="100" alt="pippo">
Per Bobby, infatti, è sufficiente che sia presente l'attributo "alt" all'interno dell'elemento. Se il suo valore sia appropriato oppure no come descrizione alternativa, il software naturalmente non è in grado di determinarlo.
Ma che conseguenze ha per l'accessibilità riempire una pagina di testi alternativi, se non proprio sballati, quanto meno non significativi? Quella di una vera e propria "truffa" ai danni dell'utente che naviga senza caricare le immagini, il quale si trova così ad esplorare una versione molto più povera e meno comprensibile della pagina.
L'argomento dei testi alternativi, nelle WCAG 1.0, è definito dal punto di controllo 1.1, cioè il primo di tutta la serie, e ha priorità 1: facile da ciò capire quanta importanza abbiano i testi alternativi come garanzia di accessibilità. Vale la pena di tradurre in italiano il testo di questo punto di controllo:
Fornite un equivalente testuale per ciascun elemento non testuale (ad es. per mezzo di "alt", "longdesc" o nel contenuto di un elemento). Ciò include: immagini, rappresentazioni grafiche di testi (comprendenti simboli), regioni di mappe immagine, animazioni (ad es. GIF animate), applet ed oggetti di programmazione, arte ASCII, frame, script, immagini usate come pallini in un elenco, spaziatori, pulsanti grafici, suoni (eseguiti con o senza l'interazione dell'utente), file audio indipendenti, tracce audio di video, e video. [Priorità 1]
Lo spettro di applicazione delle alternative testuali è praticamente immenso: tutto ciò che non è testo in una pagina web deve essere accompagnato da un'opportuna alternativa testuale. Il "deve" è giustificato dalla priorità 1 attribuita a questo punto di controllo: non fornire un'alternativa testuale adeguata significa, infatti, che i relativi contenuti non testuali resteranno completamente inaccessibili per gli utenti che non possono fruirne attraverso il canale sensoriale a cui quei contenuti si rivolgono (la vista o l'udito).
Il problema principale con i testi alternativi è che, in certi contesti d'uso, può risultare piuttosto difficile riuscire a comporne di veramente validi. V'è più di un motivo per cui risulta difficile scriverli. Le ragioni principali sono probabilmente le seguenti:
Visto che ci sono tutte queste insidie, prima di arrischiarsi a scrivere dei testi alternativi sarebbe buona pratica studiare un po' l'argomento, leggere per esempio i consigli in materia dati dagli studiosi che hanno approfondito questo fondamentale tema di accessibilità. Per chi è interessato a documentarsi, consigliamo di leggere integralmente l'ottimo studio realizzato dallo scozzese Alan Flavell, e tradotto in italiano su Diodati.org: "Uso dei testi ALT all'interno di IMG".
A beneficio dei lettori di questa guida, riportiamo di seguito alcuni dei suggerimenti e delle categorizzazioni proposti da Flavell, tratti dall'articolo sopra citato, che riteniamo siano particolarmente illuminanti per capire come scrivere dei buoni testi alternativi.
Un penetrante suggerimento che ho appreso dalle discussioni WAI era: invece di considerare il testo ALT come una rappresentazione alternativa di un'immagine, considerate il testo e l'immagine come rappresentazioni alternative di un contenuto.
L'invito è a considerare l'immagine e il testo alternativo come due modi diversi di fare riferimento ad un medesimo contenuto. Flavell invita cioè gli autori a riflettere innanzitutto sulla funzione che un'immagine ha nella pagina: il compito del testo alternativo è svolgere la stessa funzione dell'immagine per chi non può vederla, non fornire un'acritica descrizione di ciò che l'immagine mostra.
L'analisi di Flavell su immagini e testi alternativi sfocia nella definizione di quattro categorie generali, sotto cui possono essere ricondotte tutte le immagini presenti su una qualsiasi pagina web: per ognuna di queste categorie risulta appropriato un preciso tipo di testo alternativo. Riportiamo di seguito l'elenco delle quattro categorie e, per ogni categoria, una descrizione di ciò che vi appartiene (al punto 'a') e i suggerimenti dell'autore per i testi alternativi più appropriati (al punto 'b').
Lo schema seguente e le citazioni che contiene sono ricavati dalle analisi presenti in http://www.diodati.org/scritti/2002/g_alt/alt05.asp.
Per i collegamenti ad altre pagine, le soluzioni migliori sono o una breve descrizione del contenuto del documento collegato (ALT="Avventura", ALT="Fantascienza", ecc.) o della funzione della pagina di destinazione (ALT="Sommario", ALT="Capitolo successivo", ALT="Precedente").
Per le mappe immagine, poiché per l'uso di alcune di esse la vista è indispensabile (per esempio per le cartine geografiche), il suggerimento principale di Flavell è di creare, se possibile, degli strumenti alternativi: ad esempio degli elenchi di link testuali o una serie di immagini indipendenti, ciascuna dotata di un proprio testo ALT.
Con immagini di questo tipo Flavell propone due modi di procedere: o fornire un semplice collegamento contenente una breve descrizione dell'immagine, come nell'esempio seguente:
<a href="...">Fregata, 1800 circa, 560kB PNG</a>,
oppure inserire l'immagine direttamente nella pagina, abbinandola ad un testo alternativo "che riassuma la principale caratteristica che volete portare all'attenzione del lettore", per esempio:
<img src="..." alt="Le navi da guerra in quell'epoca avevano di solito due file di cannoni">
Per quanto riguarda la proprietà dei testi alternativi inseriti a corredo di questo tipo di immagini, è importante il seguente suggerimento: "La verifica dell'idoneità della descrizione, come sempre, consiste nell'immaginare il documento HTML visto senza l'immagine - o di immaginare di leggere il documento a qualcuno per telefono - e di domandare a voi stessi se il testo ALT fornisce informazioni utili circa l'argomento del discorso."
In conclusione di argomento, consigliamo ai lettori di soffermarsi in particolare - all'interno del lungo articolo di Alan Flavell sui testi alternativi - sulla raccolta di errori madornali compiuti da autori inesperti nella composizione dei testi ALT e sulla demo su Lynx, in cui l'autore mostra per mezzo di immagini esplicative quali sono i principali errori da non commettere, se si vuole garantire una buona riproduzione dei testi alternativi su questo browser testuale, il cui uso è tuttora piuttosto diffuso.
Ricordiamo, infine, che l'argomento dei testi alternativi è estremamente vasto. Per ragioni di spazio, dobbiamo limitarci a questa introduzione, comunque esauriente, sui testi alternativi alle immagini. Suggeriamo però, ai lettori interessati ad approfondire l'argomento, di leggere i vari esempi riportati nel documento WAI "Techniques for Web Content Accessibility Guidelines 1.0" (in particolare l'uso dell'attributo "longdesc").
Per l'accessibilità dei contenuti multimediali, il massimo esperto in materia è con ogni probabilità Joe Clark, autore del già citato "Building Accessible Websites". Per chi è interessato ai metodi per rendere accessibili filmati, brani audio, animazioni e contenuti multimediali in genere, la lettura del capitolo 9 del libro di Clark è vivamente consigliata.
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Ultima modifica: 15/7/2004 ore 15:40