L'autore si presenta. 17 dicembre 2003 in realta' non parto dall'ultimo, come sembrerebbe. Comincio da questa risposta alla mia eventuale intervistatrice, per presentarmi anche ai lettori: Origini in una campagna in quel di Potenza, molto bucoliche e georgiche. a 6 anni internato in un istituto per ciechi a Napoli dove ne esco a 18 con la maturita' classica, e tanta voglia di vivere. Frequento giurisprudenza all'universita' di Napoli e presto comincio a pensare che i soldi del presalario (una sorta di borsa di studio per chi in regola con gli esami) stavano per finire ) e quindi bisognava cercare lavoro. Le uniche chances possibili erano le assunzioni obbligatorie per centralino e massofisioterapia e cosi' riuscii a partecipare a uno di siffatti corsi organizzati dall'uic, pero' in provincia; titolo di studio richiesto: quinta elementare. Con questo diploma di centralino fui costretto ad emigrare da Napoli A maratea per andare a fare il centralinista. Quell'anno la IBM, (eravamo nel 1979), avendo portato con successo a termine l'assunzione di due non vedenti come programmatori, gestiva il primo corso in Italia per programmatori non vedenti cui partecipai, pur avendo sbagliato per due volte la mia data di nascita, lode alla memoria del dottor Giovanni Zanichelli, allora caporeparto all'Ibm di Bologna. Il suo Direttore era l'ing. Pier Luigi Arnao che aveva dato l'ok alla assunzione presso l'Ibm di Bologna di 2 programmatori non vedenti (Pierino Bianco e Marina Vritz) nel 1977. L'ing. Arnao fara' parte per l'Asphi, insieme all'ing. Celestino Grassi, del gruppo di lavoro Aipa che da' il titolo al presente lavoro. In seguito a tale corso fui assunto presso il gruppo editoriale Fabbri a Milano come programmatore e lavoravo nel controllo di gestione, e feci pure la procedura per emettere gli assegni per pagare gli autori. Vi rimasi due anni. Volli pero' tornare a Napoli e cosi' infine, dopo vari tentativi, entrai nell'Inps. Era l'85 e l'Inps stava vivendo la sua fase di edificazione informatica e cio' a suon di motivazioni, di straordinari e missioni, con conseguente guerra spietata. Mentre gli altri avevano fatto la gavetta percorrendo i vari gradi io ero assunto direttamente come programmatore perche' l'Hasphi, sostituitasi alla Ibm nella gestione di tali corsi informatici per non vedenti, era riuscita a far approvare una sorta di emendamento alla allora legge sul collocamento obbligatorio dei disabili (482, ora 68) che praticamente equiparava l'operatore informatico al centralinista e cosi' ci potevano assumere, che allora non esistevano concorsi per collaboratori informatici. Dunque fui osteggiato dai miei colleghi, non riuscii ad integrarmi anche perche' in realta' il vero lavoro di sviluppo veniva fatto a Roma, il meccanismo motivazionale era la missione; io non volli arruffianarmi ed essi dissero che non potevano prendersi la responsabilita' di mandarmi in missione in quanto disabile e cosi' rimasi in una sorta di limbo che rischio' di diventare inferno perche', perdendo potere contrattuale, qualsiasi "papera" si sentiva autorizzata a controllarmi. L'Inps aveva gia' allora una enorme struttura di network basato su una estensione di OS2 (mvs) e dunque potevo lavorare a cose che mi interessavano. In particolare il problema di trascodificare i sorgenti di diversi compilatori in un formato "human readable" e lo proposi all'allora Direttore Generale Inps Gianni Billia, lo stesso travolto dallo scandalo Inail, che era un informatico. Avevo sentito che la Direzione centrale Inps stava considerando l'acquisto di un software con caratteristiche simili a quelle cui stavo lavorando e gli proposi con dattilografica i miei appunti e non giuro che ogni tanto il nastro non si inceppo' lasciando in bianco. Il megadirettore si complimento' personalmente con me e mi chiese in cosa potesse essermi utile. Gli chiesi di avere il piacere anch'io, come i miei colleghi normo, di partecipare a un corso e scelsi il corso di intelligenza artificiale, che rimane sempre un vecchio amore. Dopodiche ovviamente piu' niente: Era finita la fase della edificazione informatica e non si sviluppavano piu' nuovi progetti. La situazione si trascino' fino al 99 quando ancora presi l'iniziativa: era cambiata la leadership e dunque inviai a tutta la gerarchia dei miei direttori centrali e generali un nuovo documento intitolato: Disabilita' e free software: una scommessa da vincere con linux" in cui si dimostrava dati alla mano come fpur avendo l'amministrazione speso 30 milioni in cosiddette attrezzature speciali per il sottoscritto, in ufficio non riuscivo a fare quello che invece a casa facevo meglio e per cui chiedevo di essere ammesso in via sperimentale al telelavoro. Purtroppo la scommessa non e' stata vinta con linux. (vedi capitolo 2). Il Direttore Centrale dei Sistemi informatici e Telecomunicazioni Inps, dr. Vittorio Crecco diede input affinche', nell'interesse mio e dell'istituto, si ponesse termine a questa "anomala situazione"; La mia partecipazione al gruppo di lavoro Aipa, di cui si dira', fu percio' resa possibile e, nella prospettiva del telelavoro da me prospettata, mi fu messa a disposizione una linea ASDL presso la mia abitazione, nonche', a piu' riprese, assicurato il supporto e l'assistenza tecnica domiciliare necessaria. Senza l'interessamento del dr. Crecco certamente avrei avuto vita ben piu' dura in questi anni. Ho cominciato ad occuparmi di accessibilita' nel 2000 riuscendo a importare sulla intranet Inps sia la traduzione italiana delle wai sia il relativo documento di Paolo Graziani del Cnr di Firenze. Frequentavo allora il newsgroup it.comp.accessibilita.ciechi.: fondato dal professor Alberto Villa del Rotary International che in quel periodo organizzava in varie citta' corsi gratuiti per l'uso del computer e del sistema operativo windows col supporto di tecnologie assistive per i non vedenti. Siamo all'inizio del 2000. Da quel newsgroup sono partite molte cose, molti discorsi, a cominciare da quanto qui si narra, passando per i libri digitali, per finire alla inadeguatezza delle cosiddette strutture speciali come la Biblioteca Braille di Monza e in generale delle associazioni di disabili come l' Unione italiana ciechi (nel seguito Uic), che solo dopo la campagna del prof. Villa comincio' anch'essa a organizzare corsi di alfabetizzazione informatica per non vedenti. Il newsgroup fu molto ostracizzato e infine chiuso con una argomentazione capziosa dal gruppo di coordinamento news: poco traffico dicevano! Cio spiega il titolo di "Canto del cigno n.2" da me dato al post riportato al capitolo 18 con la risposta dell'on. Violante. Allora qualcuno come il prof. Artico, docente di matematica all'universita' di Padova, non vedente, aveva scritto a un po di deputati oltre che piu' di qualcuno di noi cominciava a scrivere ai vari webmaster pubblici. Allora erano i tempi delle authorities e mi imbattei nell'Aipa concludendo che quello era il referente cui dirigere le varie proteste. Cosi' preparai una petizione, sorta di catena di sant'antonio, in cui si invitava a inoltrare la presente o simile al webmaster dell'Aipa. Non so dire quante petizioni gli arrivarono; pero' posso dire che io inviai circa 10.000 messaggi, facendo letteralmente spam e crossposting selvaggio sui newsgroups. Chiesi a dei disabili visivi che pero' fossero stati anche autori di tecnologie assistive realmente utilizzate per anni dai disabili, di firmare con me una richiesta di audizione all'Aipa: proponevano di essere auditi non dei disabili in rappresentanza di associazioni, bensi' come gente che aveva sviluppato tecnologie assistive tutt'ora utilizzate. Ed e' a questo che si fa riferimento nel primo capitolo del libro "i disabili nella societa' dell'informazione" a cura di Carlo Batini (reperibile su www.pubbliaccesso.it). Questa sar' materia dei prossimi capitoli. Intanto l'allora presidente della camera Violante annuncia il sito wai.camera.it con notevole risonanza mediatica. L'uic costituisce l'Osservatorio siti internet, (nel seguito Osi o gruppo Osi), poi decapitato e svuotato nel tempo dal burocratismo della sua Commissione. Vengo contattato da Umberto Del Vedovo, collega dell'Inps e si prospetta al direttore di costituire un gruppo wai in Inps. Poiche' mi occorreva la missione per recarmi a Roma a partecipare all'audizione, il Direttore dispose che Del Vedovo sarebbe venuto con me per l'Inps, lasciandomi libero di parlare a mio nome. Da quella audizione scaturi' il gruppo di lavoro di cui ho fatto parte fino a un paio di mesi fa e che ha piu' o meno fatto la circolare 32 dell'Aipa, di cui si parlera' a partire dal capitolo6. Appena fu creato il gruppo di lavoro Aipa mi resi immediatamente conto che una circolare era uno strumento limitato, non solo perche' da noi non si rispettano le leggi, figuriamoci le circolari situate a un livello inferiore nella gerarchia delle fonti giuridiche! Occorrevano degli obblighi, occorreva una legge e di iniziativa parlamentare. Cosicche' il 11/9/2000 inviai a tutti i deputati un testo di proposta di legge. (capitolo 7). i era gia' in campagna elettorale e se anche ci fu una certa risposta da parte degli onorevoli, non se ne fece niente. Ho rilanciato nella casella di ciascun deputato un testo un po migliorato della precedente proposta corredato di 150 firme raccolte in 20 giorni il 9/1/2002. Immodestamente ritengo che tra le dieci proposte presentate e la legge approvata, quel testo rimane il piu' completo e ad esso hanno attinto a piene mani parecchi degli estensori delle varie proposte di legge presentate in materia, in particolare quelle che hanno avuto piu' adesioni: la Campa - Palmieri e la Labate - Violante Jannone. Adesso abbiamo la legge e mi daro' da fare per contribuire al dibattito sul regolamento.