Bilancio di due anni, DOPO IL MIO LUNGO BLACK-OUT, COMMENTI ALLA cAMPA - pALMIERI Dommario Il comitato telematico di vigilanza sull'iter parlamentare Due parole di bilancio e il mio lungo black-out Premessa al contributo al GDL: indicazioni per la legge Stanca Commento alla Campa - Palmieri (a Paolo De Andreis di "punto informatico"): Il comitato telematico di vigilanza sull'iter parlamentare Inviato il testo della legge di cui al precedente capitolo tentai di costituire un comitato telematico per la vigilanza sull'iter parlamentare della stessa. Parallelamente lo inviai a una serie di organi di stampa, nonche' a una trentina di associazioni e ONLUS che operano nel campo della disabilita', sollecitando, ove la cosa fosse ritenuta valida, l'adesione al comitato. Il testo fu altresi' inviato ai vari ministri e sottosegretari dei ministeri implicati, piu' o meno gli stessi che si trovano nella commissione Ridolfi. Per chiudere il cerchio il testo, preceduto dal ritaglio che segue, fu inviato al gruppo di lavoro Aipa e al suo coordinatore. Viene riportato perche' spiega bene lo spirito di questo famoso comitato, della cui vita piuttosto grama si dira' dopo. -------------------------------------- Al gruppo di lavoro Aipa Subject: proposta di legge sul diritto di accesso: 151 adesioni in 20 giorni in data 9/1/2002 e' stata inviata la sottoriportata proposta di legge per la regolamentazione del diritto di accesso ai servizi e alle risorse informatiche pubbliche, corredata delle 151 sottoscrizioni raccolte in soli 20 giorni, a : - quasi tutti i deputati (fatta eccezione per quei pochi che hanno disattivato la casella o per errori di indirizzamento cui si provvedera' al reinvio: 589 di essi l'hanno pero' ricevuta); - ai 19 senatori che hanno attivato una casella pubblica; - al presidente del Consiglio dei ministri e suoi sottosegretari; - ai ministri della funzione pubblica, innovazione tecnologica, pari opportunita', istruzione e salute e relativi sottosegretari; - al presidente dell'Autorita' Informatica per la P.A. (Aipa). - per conoscenza a una trentina di associazioni di disabili. Restando ferma la liberta' di ciascuno dei firmatari di fare opera di sensibiizzazione e di pressione sui singoli uomini politici e/o sui gruppi, nelle forme e nei modi che ritenga piu' idonee, con la presente si richiede di voler comunicare allo scrivente Donato Taddei, possibilmente via e-mail, all'indirizzo: do.taddei@agora.it la propria disponibilita' attiva alla costituzione di un comitato telematico col compito di vigilare e/o accellerare l'iter legislativo della presente proposta di legge. Infatti, poiche' il testo subira' sicuramente rimaneggiamenti da parte dei presentatori del disegno di legge, nonche' in fase di discussione e di approvazione, e' necessario vigilare affinche' non perda pezzi importanti per strada o addirittura resti lettera morta. Pertanto sara' compito di questo comitato, accanto ad iniziative secondarie di diffusione in rete e sulla stampa del presente testo, fare il punto della situazione tra un mese: - se qualche (uno o piu') Onorevole avra' risposto, sara' ulteriormente sollecitato a presentare un disegno di legge in tal senso; - Se uno o piu' lo avranno presentato, sara' sollecitata laconferenza dei capigruppo perche' lo mandi in discussione all'aula o lo assegni a qualche commissione; - se i disegni di legge sono piu' di uno, saranno proposti a ciascuno dei proponenti degli emendamenti che da un lato non ne snaturino la sostanza, dall'altro favoriscano l'accorpamento in un unico testo che maggiormente si avvicini al presente. Saluti operativi Donato Taddei -------------------------------------------------- TESTO INVIATO (V. capitolo precedente) Oggetto: Diritto di accesso alla Informazione digitale ------------------------------------------------------------ Aderirono a questo comitato: Mario Palma, Luigi Latini, Giuseppe Fornaro e Pasquale Marino. Fornaro rifece alcune spedizioni, Luigi voleva coinvolgere la sua amministrazione provinciale perche' si facesse carico, insieme ad altre amministrazioni provinciali, di presentare un disegno di legge di iniziativa degli enti locali che riprendesse il nostro testo; con Mario decidemmo invece di "lavorare ai fianchi" i politici: lui comincio' dalla destra, dalla Mussolini, gia' dimostratasi ricettiva nella precedente legislatura, passando per il ministro Frattini che ancora una volta rispose sollecitamente, ed io cominciai dalla sinistra: il capogruppo dei DS della commissione Cultura, On. Giovanna Grignaffini, a seguito di interlocuzione, mi palesava la preoccupazione che leggiferare sul web poteva in certo senso essere "ingessare la comunicazione" ma per fortuna altri politici del suo gruppo, come la Montecchi, Violante, Mussi e Battaglia non erano dello stesso avviso. Continuavo la diffusione del testo con ogni mezzo ma si rivelo' di fondamentale importanza la sua pubblicazione su "punto informatico", grazie al mio amico Paolo De Andreis, che gia' aveva supportato la diffusione della petizione di cui si e' detto al capitolo 4. "Punto Informatico", dopo aver supportato la raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare per l'introduzione dell'"open source" nella P.A., poi sfociata nell'ordine del giorno del senatore dei verdi Cordiana, aveva aperto una finestra su quanto stava emergendo nella societa' in materia, portando allo scoperto giovani professionisti motivati alle problematiche dell'accessibilita', usabilita', web design, standard, architettura dell'informazione, (in una parola accessibilita' a 360 gradi), come il gruppo che ruotava intorno alla lista Humana di Marco trevisan e il sito webaccessibile.org da lui fondato insieme a Patrizia Bertini e Roberto Scano di IWA-HWD, la quale diviene "w3c member" nel 2002. Roberto Scano, estensore per la parte tecnica di quella che sarebbe poi stata la proposta Campa - Palmieri, mi scrivera' di aver tratto incentivo proprio dalla pubblicazione del testo su "punto informatico", lamentandosi altresi', ed a ragione, di non aver potuto contattarmi, per i motivi di cui diro'. Due parole di bilancio e il mio lungo black-out Per quanto riguarda l'evoluzione sul piano delle istituzioni e delle iniziative in progetto o in atto ci si puo' riferire al libro "I disabili nella societa' dell'informazione", edito da Franco Angeli, prodotto da Aipa a cura di Ridolfi per fare un bilancio di quanto bolliva allora in pentola. Dal mese di aprile, per ragioni di crisi, di salute, di demotivazione trascinatesi fino all'estate, per le vacanze e la conseguente ripresa concentrata sul lavoro, ho vissuto senza internet, senza e-mail, senza liste, senza accessibilita' e dunque su questo periodo il presente testo e' "tabula rasa", perche' dire lacunoso e' poco. Ero arrivato a una conclusione: bisognava dare dei segnali forti alle P.A. se non si voleva che i meccanismi motivazionali perversi, il bisogno di "immagine", la retorica della "compassionate governance" di ispirazione texano-metodista, tradotta all'italiana in "farbene" non vanificasse la sostanza di quello che si era strappato finora. Dunque bisognava dare esempi concreti di possibili interoperativita', ponendo il problema delle tecnologie assistive, da una ottica di sviluppatore, non di venditore ne' di utente, e ripresi a lavorare a una incompiuta: un "text-to-speech" multilingue, multipiattaforma, free per uso non commerciale e in gran parte "open-source", oggetto del prossimo capitolo. Riemersi dal mio volontario isolamento verso la fine del 2002. Appresi dalle liste che l'Uic, sezione di Venezia, la fondazione Bordoni e l'IWA annunciavano un evento di portata storica: c'erano un paio di deputati (audite, audite!) e precisamente gli onorevoli Campa e palmieri, che, (audite, audite!) avevano persino presentato un disegno di legge sull'accessibilita'. "ma va!" Sara' stata pure una "data storica" per qualcuno, ed ho anche letto che il 15 dicembre di quest'anno ci sia stata una riedizione per festeggiarla. Magari qualcuno cominciava a svegliarsi allora dal sonno ma, quanto a me, Ancora mi bruciava quello che ho vissuto come offesa personale, assimilabile al plagio, con la proposta di legge dell'onorevole Bono, oggetto di mie ferme rimostranze con tutti i deputati di AN, in cui prendendo a prestito l'Art. 1 del mio testo, con i successivi, voleva regalare 10 miliardi di vecchie lire ai providers che avessero favorito la connettivita' ai disabili. Fu ovviamente una "sparata" elettorale, tesa a garantirsi da un lato i voti dei providers, dall'altro, e piu' mumerosi, quelli di associazioni come l'Uic, come dimostra il fax inviato dal Bono alla sezione Uic di Siracusa, circolato sulle liste. Ho parlato di questa proposta di legge Bono perche' fu ripresa dal suo paesano (di Noto) e avversario di partito Piscitello (margherita, cosicche' negli atti parlamentari, dandosi il nome del primo proponente in presenza di piu' disegni di legge sulla stessa materia, viene chiamata "piscitello ed altri" quella che diverra', approvata, nota come "legge Stanca". A parte queste perplessita', ancor piu' istigate dall'articolato, dagli sgravi fiscali indiscriminati, di cui si dira' alla fine di questo capitolo, nella lettera indirizzata a Paolo De Andreis di "punto informatico", mi convinceva molto lo stile militante con cui Roberto Scano ne perseguiva la promozi•ne: farne una occasione di "democrazia elettronica", e cio' conferisce grandissimo merito in primis per gli onorevoli Campa e Palmieri e poi per tutti quelli che hanno contribuito al dibattito sulle liste dedicate e non (es. pdl3486@itlists.org). Forse perche' gia' erano iniziate le "grandi manovre" dell'anno europeo del disabile, il gruppo di lavoro Aipa fu convocato quasi di urgenza: era giunto input dal ministero della innovazione per cui il GDL avrebbe dovuto produrre indicazioni finalizzate alla presentazione di un disegno di legge di iniziativa governativa in materia di accessibilita'. Non potendo presenziare alla riunione del 14 gennaio 2003 chiesi a Flavio Fogarolo, poiche' il contributo ci era stato chiesto con urgenza, di far pervenire il mio testo preceduto dalla lettera lui indirizzata in cui si ventilavano le correzioni necessarie, qui riportata perche' fa confidenzialmente anche il punto della situazione. ======================================== Premessa al contributo al GDL: indicazioni per la legge Stanca ----------------------------------- Ciao Flavio, grazie per avermi ragguagliato sui lavori del GDL: ecco il mio contributo poiche' presumibilmente non ci saro' nemmeno il 14 gennaio: ti prego quindi di farlo pervenire al signore che dovra' poi occuparsi della stesura. Come e' intuibile, rappresentando la "summa" di due anni di pene, (ricordi che ho cominciato a martellare con questo testo gia' alla prima o seconda riunione del GDL, settembre 2000): te lo trascrivo in fondo caso mai non l'avessi sotto mano, premettendo alcune considerazioni e proposte di correzioni utili ad una sua adeguata riscrittura. 1) - come si diceva esplicitamente nella lettera di accompagnamento ai deputati il testo e' volutamente prolisso e contiene imprecisioni tecnico-giuridiche: dunque un esperto che ci lavora di lima e di raspa in poco tempo ne fa un buon testo. L'unica preoccupazione al riguardo e' che sotto la lima e la raspa non cadano o si annacquino i concetti. 2) - il disegno dell'on. Campa ha, come ho appurato in rete, attinto a larghe mani a questo testo, ripreso da "punto informatico", e del resto e' del tutto evidente gia' dall'impianto stesso dell'articolato e dal semplice confronto dei testi. Le feroci obbiezi.ni che ho mosso al DL. Campa-Palmieri sono prevalentemente dovute alla formulazione tecnico-giuridica particolarmente infelice: (per inciso sembra che ci sia stato anche il supporto tecnico-giuridico dell'ufficio legale dell'uic!). 3) - qui ci sono alcune ovvie correzioni da fare - quando si dice Aipa bisogna scrivere ministero della innovazione tecnol.gica; - tutto quello che si intende delegare a decreti ministeriali, circolari e regolamenti, deve essere menzionato esplicitamente nel testo con allocuzioni tipo: entro sei mesi dalla entrata in vigore della presente legge il ministero della innovazione provvede, con propri decreti ad armonizzare le presenti norme alle direttive comunitarie in materia di accessibilita' e usabilita' dei siti e in generale delle risorse informatiche, emanando le norme tecniche per assicurare la conformita' agli standard internazionali riconosciuti al livello mondiale e/o comunitario; e' chiaro che se si sceglie questa strada dei regolamenti successivi si puo' benissimo aggiungere allocuzioni altrettanto esplicite riguardanti altri ministeri come la questione della riqualificazione e/o integrazione del lavoratore disabile in relazione all'informatica, la questione dei supporti multimediali acquistati, venduti o distribuiti dalle P.A., la questione della erogazione di tecnologie informatiche ai disabili, LE QUESTIONI RIGUARDANTI IL MATERIALE DIDATTICO SU SUPPORTI MULTIMEDIALI, E LE CONVENZIONI CHE REGOLANO TALI FORNITURE, I CAPITOLATI DI APPALTO DI SITI E ESERVIZI, e insomma tutto quanto riguarda lo sviluppo di applicazioni informatiche e dei requisiti tecnici che devono possedere per essere realmente accessibili e usabili dai cittadini, con particolare attenzione alla disabilita' e allo svantaggio. Infatti questa dovrebbe essere una legge di iniziativa del governo, se ho ben capito; non una circolare del ministero della innovazione. 4) - ho letto con disattenzione il testo molto interessante prodotto dalla Burzagli sulla 508: ammetto candidamente che pernsavo fosse il numero di un filobus. Mentre vi davo una scorsa ho detto: questa sara' L'ADA o una sua sezione. Ho avuto questa "intuizione" leggendo il testo. Cosa voglio dire? l'Ada americana sta alla 104 come la 508 a questa proposta di legge: l'approccio e' praticamente OPPOSTO: in America evidentemente e' stata un po diversa la politica delle organizzazioni dei disabili e in generale dei consumatori, per cui l'ottica con cui si affronta il problema e' quella di garantire i diritti del cittadino, del singolo; in Europa e, nel caso di specie, l'ottica e' quella di un atto normativo rivolto prevalentemente allo stato, una forma di riorganizzazione dell'amministrazione, donde la tendenza (vedi anche Francia) ad atti governativi piuttosto che a leggi parlamentari in materia. Perche' credi mi hanno fatto penare due anni tutti gli onorevoli che pure si sono complimentati e dichiarati disponibili? Del resto anche sul piano comunitario sbaglio o Eeureope e' portato avanti dalla commissione e non dal parlamento, dunque ancora una volta dall'esecutivo. E' proprio questo approccio differente che fa si' che la legislazione in materia e' molto piu' garantista nei paesi di cultura anglofona: ricordi la condanna inflitta da un tribunale australiano al comitato olimpico per aver, con l'inaccessibilita' del proprio sito, precluso a un non vedente il suo diritto alla informazione: nel caso di specie sulle olimpiadi. Prova ad immaginare una cosa del genere qui! Percio' in nessun caso bisogna cedere alle tentazioni minimaliste del tipo "Livello minimo delle wai", e bisogna anche sanzionare. Altrimenti il "minimo" diventa l'"infimo" nelle "fattispecie concrete" e devi pure dire grazie. Purtroppo e' un problema culturale, anche se su altri aspetti rivendico la superiorita' culturale della vecchia Europa rispetto alla cultura anglofona. 5) - alla fine del testo sottoriportato ho messo un po di numeri vale a dire un elenco di fonti normative con cui questa materia puo' essere messa in relazione, tratta sempre dalla lettera di accompagnamento a tutti deputati che va completato e attualizzato con le direttive UE ED EEUROPE. pOI C'E' anche l'elenco di quegli onorevoli che mi avevano personalmente contattato per ringraziare, complimentarsi o dichiararsi disponibili, al solo scopo di mostrare che se si fa un buon testo si puo' contare su una larga trasversalita'. Per precisione l'elenco non riporta quelli che pure mi hanno contattato nei primi mesi di quest'anno perche', essendo mancato, sarebbe forse incompleto: tra questi l'On. Tanzilli, un onorevole della Margherita, il ministro Frattini, LA mONTECCHI, e qualche altro. Saluti e buon lavoro e buon anno! Donato Taddei -------------------------------------- Commento alla Campa - Palmieri (a Paolo De Andreis di "punto informatico"): Il convegno di Venezia (l'evento storico di cui si e' detto sopra)si era concluso con l'impegno dei partecipanti a seminare il testo in ogni angolo del web e cio' era stato riportato da "punto Informatico". Allora scrissi al mio amico Paolo De Andreis il seguente commento alla Campa - Palmieri, poi girato sulla lista di discussione uictech il 6/3/2003, pregandolo di farne l'uso che ritenesse opportuno. --------------------------------------------- Ciao, Paolo, postai anche su punto informatico, grazie a te, un testo di legge sulla accessibilita' e infine, per percorsi che pure hanno avuto pure indirettamente impulso dalla iniziativa, qualcuno si e' deciso a presentare un disegno di legge: al testo proposto, disponibile sul web, nel sito personale dell'On. Palmieri di Forza Italia, c'e' questo testo e quello che invece trovi di sotto e' il mio commento. Al solito fanne quello che vuoi. Ciao, Donato Taddei ---------------------------------------------- Finalmente, e' arrivata. E non e' male anche se andra' fatta piu' di qualche correzione. Ho ritrovato quasi tutti i contenuti del testo su cui avevo raccolto le firme. Quasi tutti perche' non c'e' traccia del materiale didattico, non si parla di libri digitali, ma ci si mette saccentemente ad elencare in americano i vari ttitoli dei documenti wai. E sicuramente stato una gaffe dei legali che hanno steso il testo: forse credevano che il w3c fosse un organismo di diritto internazionale, che so una agenzia Onu, una ONG,, il che non e' affatto: e' un consorzio di diritto privato. Cosa significa il livello minimo previsto dalle wai? Allora ditelo chiaramente che vi riferite al livello A delle wai, il che nella pratica e' una presa per i fondelli, oltre che la posizione di Romano. Fuori dai denti: chi esperto della problematica si sente qua dentro di sostenere in buona fede che basti garantire il livello A delle wai per garantire nella realta' tutti i bei dirittti proclamati all'Art.1. E ' un po come la circolare n.3 del ministero della funzione pubblica che obbligava le amministrazioni ad adeguarsi in sei mesi. Ma scusate, e' successo? e se si' siamo a posto: l'accessibilita' ci e' gia' stata garantita per tutti i secoli dei secoli. E poi: non si puo' dire: i tuoi diritti derivano dalla legge di dio (w3c) come e' scritta nella Bibbia (wai) e poi contestualmente dire che basta rispettare i primi tre comandamenti; quando fu preparato il testo della circolare Aipa n.32 si pose gia' questo problema e si disse che, siccome c'era una certa resistenza da parte delle P.A. a digerire il carattere troppo tecnicistico delle specifiche wai, forse era meglio addolcire la pillola limitandosi almeno al livello A. Ma da allora sono passati due anni: il problema ha avuto la sua giusta risonanza, il mondo del web professionale e' abbastanza ricettivo e anzi si da' da fare in questo senso e allora perche' solo i primi tre comandamenti? C'e' poi anche qualche "perlina" laddove si dice che il ministero ecc. deve provvedere alla traduzione italiana delle wai: va bene che siamo un popolo che parla poco inglese, ma dai non scrivetelo in una legge dello stato. In Europa facciamo una figura da gran provinciali. Mi sarebbe piaciuto trovare in questa legge, tra i compiti del ministero, quello di promuovere lo sviluppo cooperativo di tecnologie wai applicate alla tecnologia assistiva, magari all'insegna dell'opensource, come si fa da altre parti e forse anche qui ma in maniera scoordinata, dispendiosa, non finalizzata, inefficiente. Purtroppo il Berlusca non ama le authority per cui non vi e' menzione in questo testo della circolare 32 6/9/2001 dell'Aipa, che, anche se passasse la presente legge, rimarrebbe comunque l'unico atto normativo che ti dice: - devi fare il piacere le immagini le devi commentare, le tabelle serializzare, non devi immaginare che tutti sono spesati e hanno la macchina che hai tu, se fai le cose solo con colori diversi i daltonici non vedono, se sviluppi applicazioni usa almeno interfacce standard ecc. In questo testo non si dice chi deve dare queste specifiche. Io credo che l'Aipa, non solo il gruppo di lavoro di cui faccio parte, in questi dieci anni abbia fatto un buon lavoro: basta andare sul sito: dal protocollo informatico, alla regolamentazione del telelavoro, dalle direttive per l 'xml alla firma digitale; Queste ora sono prerogative del ministero della innovazione tecnologica, bene: il ministero della innovazione tecnologica non deve disperdere ma valorizzare questo patrimonio di esperienze e di lavoro fatto. Ma anche di cio' nel testo non vi e' menzione alcuna. Le sanzioni amministrative previste sono ridicole: 500 euro sono piu' o meno due settimane di stipendio dell'ultimo impiegato. Se voglio spendere i soldi in altro modo e ottemperare a modo mio alla legge, se proprio qualche tar mi costringe, va be' pago la multa: ma poi chi adisce a questo Tar che solo aprire la pratica costa di piu'? I computers e materiale informatico godono di un primo sgravio fiscaledel30% rientrando nell'investimento per adeguare i siti, ed anche un altro sgravio previsto dal comma successivo: l'idiota sono io che pago l'iva e tutto quanto se acquisto un computer, magari per lavorarci. E tutto cio' nmentre i computers e le tecnologie assistive continuano ad essere prescritte da oculisti, otorini ecc. e le ASL pagano secondo il cosiddetto nomenclatore tariffario, se non erro, scaduto da un biennio. Il problema non e' l'adeguamento dei suoi prezzi ma la circolare di cui esso e' regolamento attuativo e qui e' un problema culturale: il computer, debitamente equipaggiato di hardware e di software, non e' una "protesi" del cervello umano. E' uno strumento di lavoro, di svago, di compagnia, quel che vi pare! Dunque non puo' essere gestito dagli specialisti delle protesi. Se una legge vuole garantire ai disabili il diritto di fruire delle risorse infotelematiche deve necessariamente correggere queste storture. E' per esempio molto diffusa la pratica di chiamare sintesi vocale uno screen-reader con sintesi vocale, per farlo rientrare nel nomenclatore tariffario. Questa prassi e' in qualche modo sponsorizzata dalle associazioni dei disabili e favorita dal vuoto legislativo. Cambiando registro: se avessi chiosato il testo, reperibile sul sito personale dell'On. Antonio Palmieri, con i ">" stile mailing-lists o newsgroups, sarebbe stato quistuiliare! Io invece ho inteso aderire all'invito fatto da Roberto dell'IWA di diffondere questo testo in ogni angolo del web. Infatti: cosa lo mettiamo a fare sul web? Per discutere e far discutere. Io appunto ho solo cominciato a discutere. Ho volutamente taciuto dei molti contenuti positivi, che se non saranno diluiti o stravolti nell'iter parlamentare, vanno portati avanti. Percio' ripeto: la vera battaglia comincia ora: - per assicurare un buon contenuto - per accellerarne l'iter Desidero infine ringraziare gli Onorevoli Campa e Palmieri per la loro iniziativa e lasciatemi anche onestamente aggiungere: "e che c'e' voluto?! Spero che non ci vorra' altrettanto per arrivare alla Gazzetta Ufficiale." Distintamente Donato Taddei