frustrazione e speranza Altro contributo al gruppo di lavoro Aipa, in un momento di difficolta': In Effetti tra il nostro gruppo di lavoro e quello gia' esistente presso il ministero della funzione pubblica si era creata da un lato una sinergia (facevamo riferimento ad una unica ml dedicata), dall'altro una divisione dei compiti sia per non creare sovrapposizioni sia per il diverso ambito di applicazione tra una circolare ministeriale e una circolare di una Authority. Il gruppo di lavoro presso la funzione pubblica si era arenato su divergenze di impostazione e il coordinatore aveva avocato a se' il tutto per la stesura definitiva della circolare Bassanini. Anche nel nostro gruppo sembravano prevalere divergenze e contrapposizioni onde il nome dato al mio contributo: ___________________________________ Frustrazione e speranza Contributo personale al gruppo di lavoro "accessibilita, tecnologia informatica e pubblica amministrazione" in seguito alla riunione del 13 dicembre, presso l'Autorita' Informatica (AIPA). IN QUESTO SPROLOQUIO - OSSERVAZIONI SULLA RIUNIONE - DA QUALE PULPITO VIENE LA MIA PREDICA - QUANTO MI E' COSTATA FINORA LA TECNOLOGIA ASSISTIVA - QUANTO E' COSTATO ALL'INPS IL MIO POSTO DI LAVORO - SOVRAPPROFITTI, SOTTOASSISTENZA DEGLI AUSILI, SPECIE DISPLAY BRAILLE - - perche' le tecnologie assistive costano tanto? -- come si fa quando si rompe uno di questi aggeggi? - - Costano cosi' tanto pure all'estero? - LE RIVOLUZIONI ANNUNCIATE - UNA NOTA DI COLORE - MARCHI DOC SULLE PAGINE - MOMENTO STABILE DI SCAMBIO SUL TEMA TRA LE P.A. - CONCLUSIONE, FINALMENTE, ANCHE PER ME! - OSSERVAZIONI SULLA RIUNIONE proprio cosi'! frustrazione, cui accennava Monti, se non erro. La riunione e' stata infatti interlocutoria e a mio avviso ha segnato un passo indietro non solo rispetto alle riunioni precedenti, ma perfino rispetto alla audizione preliminare del 7 luglio: li' c'era un preciso indirizzo da parte dell'Authority, che ieri mancava. Sinceramente non me ne voglia il prof. Batini, e nemmeno il dottor De Vanna: capisco bene che la posta in gioco e' grossa e quindi innesca personalismi, appetiti e logiche spartitorie ed e' dura fare i conti con tutto questo, specie nel momento preelettorale. la conduzione e' stata alsolito esemplare e ineccepibile, ma Credo che anche altri abbiano avvertito un senso di forte disorientamento: personalmente ho tiirato un resppiro di sollievo quando, sul finire, il prof. Batini, sempre se non ho capito male come pure spesso mi succede, ha avocato all'Aipa la stesura finale del documento sulla accessibilita': credo infatti debba essere l'Aipa ad assumersi la responsabilita', o la paternita' d un simile documento, proprio per avere quella "Autorevolezza" che il casorichiede. - DA QUALE PULPITO VIENE LA MIA PREDICA il mio contributo non e' quello di un esperto di accessibilita', wai e w3c: ho appreso di wai e w3c solo in marzo dal web del cnr, dal lavoro di Graziani, su indicazione di Fogarolo. quindi il mio contributo puo' essere al massimo quello di un utente disabile. dal mio punto di vista quando cerco qualcosa in un sito, se alla fine riesco a trovare la legge che volevo, la statistica che mi serve, ed a servirmene quel sito e' accessibile, posso usarlo. "usabilita'?" o quella e' una altra cosa? FORSE SI'! quando visito un sito pubblico per usufruire di un servizio e mi compare una pagina che dice: "devi obbligatoriamente cambiare computer, sistema operativo, tecnologia assistiva, modo di lavorare, di comunicare, frequentare un corso che ti metta in condizione di usufruire della nuova tecnologia assistiva e il nuovo sistema operativo, sobbarcarti lunghi periodi di smanettamenti spessso in condizioni diciamo avventurose e frustranti, a scapito di cio' che invece stai facendo, magari proprio sul tema del diritto di accesso, ....................... non credete che ci siano pagine che dicono questo? CI SONO, CISONO. POSSO GIURARE SULLA cOSTITUZIONE E SUL vANGELO, COME DAVANTI ALL'AUTORITA' GIUDIZIARIA. la forma classica di tali pagine, parlo ovviamente di quelle pubbliche, contiene di solito gentili inviti da parte della P.A ad acquistare prodotti Microsoft: ..................... il tuo browser non sopporta javascript: utilizzare Microsoft Internet Explorer 6.0 o superiore prelevabile da http:...... - QUANTO MI E' COSTATA FINORA LA TECNOLOGIA ASSISTIVA LO SPOT PUBBLICITARIO DI CUI SOPRA in pratica si puo' tradurre: sgancia dieci milioni cosi' poi, dal web dell'ASL, potrai prelevare la circolare col nomenclatore tariffario per l'erogazionE di sussidi per l'acquisto di tecnologie assistive DA PARTE DELLE ASl, ed ottenere magari un recupero parziale delle spese. Su questo pregherei caldamente la dott.sa Pastorino di voler fornire a questo gruppo di lavoro dati su quanto costa alle ASL tale erogazione su base annua. Va pero' precisato che il contributo a carico delle ASL ha un importo massimo di 5 milioni, ma anche su questo ci puo' sorreggere la competenza specifica della dott.sa Pastorino. in ogni caso l'ultimo catalogo di tecnologie assistive per non vedenti, che ho preso un paio di anni fa dal sito dell'istituto Cavazza di Bologna, presentava una offerta che oscillava dagli 1-2 milioni delle sintesi vocali per dos, dai 2 a 4 milioni per soluzioni integrate di sintesi vocale in ambiente windows, dagli 8 ai 13 milioni per i display braille,cui dedichero' un paragrafo, fino a soluzioni integrate di computer e tecnologia assistiva con display braille in ambiente windows fino a 30 milioni. Dunque l'utente disabile paga una "supertassa" per assicurarsi alla meno peggio il suo diritto di accesso, col contentino della detrazione fiscale su tali acquisti. certo, sempre meglio che niente! Con riferimento alle mie tasche: 17 milioni nel 92 alla Vecomp S.R.L. di Verona per una completa stazione di lavoro, con i softwares del momento: pressoche' inutilizzabile di li' a 2 anni sia per obsolescenza tecnologica che per un attacco da virus e l'intervento maldestro di un supposto esperto. ma la cosa per cui ho giurato di non acquistare mai piu' software proprietario e' che, disponendo di un foglio di lavoro, avevo ripreso in mano il libro di fisica che mi piace tanto e lo stavo mettendo in formato works per poter utilizzare le formule dopo averlo scannerizzato e pasticciato a modo mio, manualmente si intende: dopo di che, per l'incidente suddetto e per aver sovrascritto, pasticciato e confuso tutti i dischetti originali dei softwares, questo lavoro di mesi e' stato vanificato. 3 milioni per il pentium e fra poco... va ancora bene per me, corna facendo, perche' considero una iattura cambiare computer, ne ho terrore folle ed anche piene le .... inoltre c'e' l'indecxisione sul sistema operativo e sulla tecnologia assistiva. Da allora in poi ho giurato di non usare mai piu' software proprietario che non fosse possibile ricostituire a partire dai sorgenti e di non spendere piu' un soldo per le tecnologie assistive. intendo onorare questo giuramento e NESSUNA LEGGE dello stato mi potra' imporre di acquistare un prodotto commerciale privato, al massimo mi potra' condannare forse alla emarginazione. - QUANTO E' COSTATO ALL'INPS IL MIO POSTO DI LAVORO FINORA 30 milioni in 15 anni con i pesantissimi limiti tuttora presenti come diro' piu' dettagliatamente al punto sul momento stabile di scambio tra le P.A. trovate il dettaglio in attachment: la lettera-documento indirizzata all'inizio del 99, recapitata a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno al Dottor Fabio Trizzino, al dottor Vittorio Crecco e al dottor Enrico Vignes, allora direttore DELla sede regionale INPS di Napoli. QUESTO DOCUMENTO FU OGGETTO DI UNA PICCOLA CAMPAGNA SUI NEWSGROUPS E SULLE MAILING-LIST DA PARTE MIA OLTRE CHE RECAPITATA AGLI STESSI VIA POSTA ELETTRONICA. Proprio l'attenzione data a questo documento da parte del dottor Crecco, e il suo interessamento, ha dato impulso a un processo che ha cercato di (cito a memoria le sue parole): "risolvere questa anomala situazione, nell' interesse suo e dell'istituto"; Tale lettera documenta, fatte le dovute estrapolazioni dal contesto spazio-temporale e ambientale in cui fu scritta, il mio calvario di dipendente disabile alle dipendenze informatico disabile della P.A. Del resto, dieci anni prima, si era occupato personalmente della cosa il prof. Billia, quando era all'INPS; lo ringrazio ancora di aver rotto un muro, permettendomi, a seguito di un mio misconosciuto lavoro,di frequentare presso l'IBM di Roma e di Milano, dei corsi sulla cosiddetta "intelligenza artificiale" e mi ha fatto piacere sapere dal dottor Gulminelli dell'Asphi, nella audizione all'AIPA del 7 luglio, che ancora domanda di me. - SOVRAPPROFITTI, SOTTOASSISTENZA DEGLI AUSILI, SPECIE DISPLAY BRAILLE - - perche' le tecnologie assistive costano tanto? primo: la produzione su scala ridotta produce una incidenza proporzionale dei costi fissi sul prodotto. Secondo: per tale ragione di solito si tratta di piccole imprese con al massimo qualche decina di dipendenti, o molto piu' spesso di importatori con esclusiva per l'Italia. -- come si fa quando si rompe uno di questi aggeggi? per le ragioni dette sopra nessuno di tali rivenditori di tecnologie assistive dispone di una rete di assistenza sul territorio per cui pacchi che vanno e vengono, a volte devono venire dall'estero, ecc. ecc. e poi quando il pacco arriva, la messa in opera e' tutta a tuo carico e dio te la mandi buona. - - Costano cosi' tanto pure all'estero? no! piu o meno la meta'. attenzione non sto parlando della Nuova Zelanda, tanto meno di Taiwan o Corea: per esempio il mio parente diseredato di INTERNET EXPLORER, (per dare un'idea), il programma che uso per scaricare, navigare e spedire la posta, quello con cui sto mandando questo "bollettino", come celia qualcuno, in USA costava 2 anni fa 35 US, sulle L.70.000. in Italia, l'ho pagato 150.000, completo pero' di help in italiano e di una procedura di personalizzazione che mi ha fatto smadonnare per una settimana salvo poi accorgersi che andava da dio con la versione standard americana che tra l'altro e' anche "shareware", vale a dire che si possono risparmiare anche i 35 dollari. ora voi giurate che sono il piu' grande pitocco al mondo: e se fosse cosi'? posso disporre dei miei soldi come mi pare o come? ma quando si tratta di cacciare 3 o 4 milioni in piu', anche i meno avari ci pensano. questo e' il classico caso dei display braille. chiederei al signor Salvatore Romano, data la sua competenza specifica, di fornire dati su cio' a questo gruppo di lavoro, senza avventurarsi sul terreno scivoloso, per noi inesperti, di Bobby e i marchi DOC o DOCG sulle pagine. egli infatti, oltre alla Unione Italiana Ciechi, rappresenta anche l'istituto Francesco Cavazza di Bologna, che ha realizzato e commercializza alcuni tipi di display braille, sembra tra i piu' usati al momento dai non vedenti italiani, salvo errori, dagli 8-10 milioni in su. non ho dati diretti sul costo di display o barre braille all'estero (che e' la stessa cosa!) ma li ho desunti dal "adaptive technology howto" di Michael De la Rue,non proprio aggiornatissimo, che fa partte integrante della documentazione delle piu' diffuse distribuzioni del sistema operativo linux. Col collega Altieri parlavamo oggi che sarebbe opportuno fare una "ricerchina" per verificare tali dati. sarebbe sicuramente interessante. Ancor piu' interessante sarebbe capire dal signor Romano come mai, in presenza di una produzione italiana, quindi non gravata dai costi di importazione, i prezzi di tali display sono doppi rispetto ad analoghi acquistati all'estero. io ho bisogno di capire: viceversa sarei portato a chiamare questo, e se nel gruppo c'e' qualche economista mi aiuti a rinfrescare le mie reminiscenze di economia politica, questo si chiamava se non erro "rendita ricardiana" o "di posizione". Ad ogni modoil problema di una drastica riduzione dei costi dei display braille e' avvertito anche all'estero: credo che sul web di divulgazione INPS sulle tecnologie assistive c'e' un report del NIST, salvo errori un ente di ricerca pubblico americano, che elabora specifiche tecnologiche che chiunque puo' poi realizzare e commercializzare, su un progetto di display braille a basso costo e di ridotte dimensioni. non so darvi l'url perche' non posso accedere a tale web di divulgazione, come si dira' oltre. Comunque tale documento e' stato tradotto in italiano dal collega Altieri che avete visto al seminario. Non ho le competenze tecniche per parlare in proposito: tuttavia chiederei al prof. Azzeni, dell'universita' Roma3, come vedrebbe Lui la fattibilita' di tesi sperimentali in tal senso: sarebbe bello infatti che le universita' italiane, come quelle americane o tedesche, avewssero un ruolo attivo nella ricerca applicata, specie su aspetti come questi che non possono essere lasciati solo all'arbitrio del mercato. sarebbe fantascienza avviare di progetti coordinati di ricerca tra ad es. cnr, enea, universita' per sviluppare dei prototipi, e cercare di garantire degli standard qualitativi da rispettare, ecc. - LE RIVOLUZIONI ANNUNCIATE una persona non puo' essere "taglieggiata" dal mercato in questo modo, specie se il mercato e' di fatto assistito, foraggiato con denaro pubblico, cioe' con le tasse dei cittadini. in questo modo non si fa nessuna new economy,si si stratificano solo nuove "storture" sulle vecchie. ora mi si dice che il web e' la nuova frontiera, e' vero ma... in vent'anni di informatica se ne sono viste di rivoluzioni annunciate, dal criocalcolatore di Josephson in avanti! quelli che sono i cambiamenti profondi, le trasformazioni culturali, di mentalita' e di organizzazione, generalmente si affermano in modo strisciante, senza annunci e generalmente solo dopo si pone il problema di cavalcarle o governarle. ed e' solo questa "certezza" che mi da' speranza perche', nonostante il gran clamore sul tema accessibilita' e diritti, la situazione e' abbastanza drammatica. Da questo punto di vista ho sempre considerato di intelligenza lungimirante l'ascolto dato dall'Aipa alla nostra petizione di qualche mese fa. per una volta veniva recepita una istanza presente nella societa' in maniera diretta, non mediata cioe' da altri filtri, (studi, consulenze, associazioni ecc,) ma emergente dalla realta' informatica con le modalita' che sono proprie di quella realta'. trovate in allegato un mio articolo di marzo su it.comp.accessibilita.ciechi dal titolo "le nuove speranze di lavoro", in cui vengono esposti in maniera discorsiva questi concetti con riferimento ai non vedenti. - UNA NOTA DI COLORE quando pochi giorni fa ho ripristinato il flusso normale della posta e ho potuto leggere il dibattito sulla lista del sottogruppo B, (aipa-sgb@iroe.fi.cnr.it) mi ha fatto molto ridere il fatto che il collega Del Vedovo non riusciva a leggere il documento postato in attachment dal Fornari: anch'io non ho potuto leggerlo ma cio' non fa testo: quello che mi ha fatto ridere e' che ci sono dei problemi di "accessibilita'" non solo tra i disabili (siamo qua per questo!) ma perfino tra tecnici di sicuro livello e nientemeno proprio sulla posta elettronica: in assoluto il mezzo piu' accessibile tant'e' che la meta' sottosviluppata del mondo accede alla rete esclusivamente via e-mail. c'e' da pensare se per caso il discorso non travalichi il problema "disabili" e non richieda, oltre alle leggi, circolari, ecc. anche un cambiamento di mentalita'. una apertura nel pensare che il prodotto da me usato, o dal mio ufficio, non e' necessariamente lo standard per un altro o per un altro ufficio, ecc. Se vi dicessi le manipolazioni che faccio io per leggere i vostri attachments di file *.doc farei sicuramente storcere il naso a qualche non vedente presente in questo gruppo di lavoro. Comunque se per inciso il Fornari mi rimandasse il documento lo leggerei anch'io e con interesse: se nel frattempo lo reincontro posso fare una prova di decodificarlo, ma se me lo rimanda e' meglio. purtroppo Qui siamo messi che per esempio non ho ancora avuto in formato da me leggibile il fascicolo che fu oggetto del seminario sul tool Inps della riunione di ottobre. Non e' polemica: se anche l'avessi avuto non avrei avuto forse il tempo di leggerlo: in ogni caso Del Vedovo mi ha dato il listato del programma: a volte per me quella e' la migliore documentazione! ho solo la curiosita' di sapere come e' stato presentato, visto che non c'ero, ma appena ci sara' tempo saro' esaudito. - MARCHI DOC SULLE PAGINE anche li': chi urla Bobby e i bollini sulle pagine non deve confondere uno strumento di lavoro col prodotto finale, ne' ridurre il problema a un fatto formale: cio' sarebbe costituire una nuova barriera. Faccio subito un esempio: l'Inps distribuisce una grande quantita' di documenti secondo un formato proprietario, distribuito gratuitamente, il noto "acrobat reader"; a parte le considerazioni sui costi di collegamento di tali documenti, dato il loro peso in megabytes,mi si dice dove scaricare il suddetto programma, un'altra mezz'ora di collegamento, poi installare per sentire la sintesi vocale pronunciare: this program requires Microsoft windows e il documento? accesso negato! ma se la pagina contenente il link a quel documento avra' il marchio di accessibilita' (diciamo quello di Bobby!) mi si dira' di non rompere: - acrobat reader e' gratis e la pagine e' accessibile, ha un marchio riconosciuto da standards internazionali: che vuoi? "Il contenuto di quel documento. grazie!" - MOMENTO STABILE DI SCAMBIO SUL TEMA TRA LE P.A. Nella riunione di ieri il prof. Batini chiedeva a noi dell'Inps di dire al nostro Direttore Crecco, di chiedere al Presidente di dare impulso affinche' l'Inps assuma un ruolo centrale nella costruzione di un momento (queste sono parole mie!) di scambio di esperienze tra le p.a., sul tema della accessibilita', in considerazione delleesperienze oggetto di seminario per il gruppo di lavoro e dei positivi apprezzamenti ricevuti. Certamente lo diremo al Dott. Crecco. ho pero' delle perplessita': non sarebbe bastata una telefonata del Dott. De Vanna al dott. Crecco, sarebbe stata piu' credibile. c'e' anche il Dottor Blandamura piu' titolato di me e di Del Vedovo. solo dopo ho capito che il prof. Batini avra' le sue buone ragioni. quello che sinceramente mi preoccupa e' il contributo che potro' dare io a questo, per me importantissimo, e soprattutto dopo avere urlato di essere disponibile anche fuori dell'orario di lavoro e a titolo volontario. l'Unico problema e' che dal mio posto di lavoro non posso accedere alla intranet: dunque non posso utilizzare la mia casella postale anche se mi e' stata data anche la connessione internet, tant'e' che anche questi messaggi li mando da casa. Tuttavia il telelavoro ancora non si e' compiuto e, ormai da tempo, svolgo quasi tutto il lavoro da casa, coi poverissimi mezzi sopradescritti, in condizioni di assenteismo tollerato, proprio nell'imminenza del telelavoro. in passato ovviamente ho avuto, sia pure formali, le dovute lettere di richiamo e di censura. Non so rispondere a questo paradosso: l'Inps ha sicuramente piu' mezzi di me, personale qualificato, consulenti e services esterni, e non si riesce: giuro che non e' cattiva volonta'. e che cos'e' allora? non lo so. so che da casa ho fatto un buon lavoro sul diritto di accesso: ho contattato e collaborato con universita' straniere, ho mantenuto in qualche modo il "mestiere", ho portato avanti la petizione che ha dato vita a questo gruppo di lavoro, beccandomi accuse di spam, sto portando avanti una proposta di legge. metterei volentieri il mio volontarismo al servizio del gruppo. ma da Napoli, anonimo, ecc. potrei fare qualcosa solo attraverso la posta elettronica, vale a dire annoiando con robe di questo genere. Devo poi dire che personalmente sono un tifoso della e-mail: e' lo strumento piu' flessibile e puo' essere in assoluto il piu' informale, quindi piu' permeabile alle barriere culturali e sociali che di solito ostacolano la circolazione delle idee. Per me il punto di partenza potrebbe essere una mailing-list aperta in origine alle amministrazioni pubbliche presenti nel gruppo di lavoro, da espandere mediante contatti, coinvolgimenti, ecc a un numero crescente di dirigenti, di tecnici, anche di tutte le altree amministrazioni soggette all'aipa; credo che saprei come fare, ovviamente se mi aiutaste: se fosse una cosa mia, farei come ho fatto finora. sembra che paga. adesso le missioni sono chiuse in Inps: io sono a Napoli, Del Vedovo a Pesaro, e il server a Roma: dopo le feste una mailing-list si puo' sempre fare. dopo gli si puo' anche dare visibilita' dal web. tuttavia una soluzione basata solo sul web significherebbe tagliarmi fuori dal discorso in quanto, fino al telelavoro, mi rifiuto, quando possibile, di collegarmi al web del mio ufficio: non vedo perche' devo stare collegato qualche minuto in piu' ad andare avanti e indietro nella pagina quando posso automaticamente scaricare la posta e leggerla off-line, come mi pare. sinceramente il web mi stanca e cerco di farne quanto possibile a meno, accessibile o meno. per le mie esigenze trovo ftp e l'e-mail piu' veloci. posso anche scaricare tutto quello che mi serve dal web in automatico ma per non caricarmi di troppe cose e poi non capirci niente, lo faccio solo quando e' necessario. - CONCLUSIONE, FINALMENTE, ANCHE PER ME! per quanto detto in questo e in altri sproloqui del genere prego chi avesse dubbi, riserve, consigli, idee, suggerimenti e quant'altro di contattarmi: per me sara' un piacere! e-mail: do.taddei@agora.it auguri di buone feste! Donato Taddei